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L'importanza delle parole

L’importanza delle parole

La scuola Diaz di Genova è stata teatro di un conflitto che ha acceso i riflettori sulla relazione tra studenti e forze dell’ordine. Nella notte del 21 luglio 2001, nel complesso scolastico Diaz-Pertini e Pascoli, che all’epoca fungeva da centro stampa per il coordinamento del Genoa Social Forum, i Reparti mobili della Polizia di Stato fecero irruzione con il supporto operativo di alcuni battaglioni dei Carabinieri. Durante questa operazione, 63 attivisti furono portati in ospedale, tre dei quali in prognosi riservata e uno in coma.
In un momento in cui la memoria della tragica mattanza durante il G8 di Genova è ancora viva, gli studenti hanno scelto di negare l’accesso ai poliziotti nella loro scuola. Questa decisione, sebbene comprensibile, solleva importanti questioni sulla democrazia, la comunicazione e la possibilità di dialogo. Le ferite del passato sono ancora aperte. I 23 anni trascorsi dalla tragedia di Genova non sono sufficienti per cancellare il dolore e la rabbia. Tuttavia, è proprio in momenti come questi che dovremmo cercare di costruire ponti, piuttosto che erigere muri. Gli studenti, così come i poliziotti, sono cittadini di uno stesso paese. Hanno sogni, aspirazioni e frustrazioni comuni. La scuola dovrebbe essere il luogo in cui impariamo a comunicare, a rispettarci e a cercare soluzioni insieme.
Perché gli studenti hanno scelto di respingere i poliziotti? La risposta potrebbe risiedere nella paura, nella mancanza di fiducia o nell’ideologia. Tuttavia, è importante considerare che il dialogo è essenziale per il cambiamento. Se vogliamo una cultura della polizia più aperta e responsabile, dobbiamo sederci al tavolo delle opportunità. Qui, studenti e poliziotti possono esprimere le proprie ragioni, ascoltarsi reciprocamente e cercare soluzioni condivise.
Il dissenso è parte integrante della democrazia. È attraverso il confronto che possiamo crescere e migliorare. Gli studenti dovrebbero imparare che urlare contro il cielo non è solo un diritto, ma anche un dovere. Accettare di discutere con gli esponenti della polizia non sarebbe stata una sconfitta, ma una vittoria per la democrazia. È dai nostri errori che possiamo imparare e costruire un futuro migliore.
La mediazione richiede coraggio. Significa guardarsi negli occhi, presentare le proprie verità e cercare un terreno comune. Questo è il primo passo verso l’età adulta. A scuola, dovremmo insegnare ai nostri giovani l’arte di mettersi in gioco, di ascoltare e di cercare soluzioni insieme. Solo così potremo superare la diffidenza e costruire una società più aperta e inclusiva.

11:16 , 14 Marzo 2024 Commenti disabilitati su L’importanza delle parole