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questi fantasmi

questi fantasmi

Sono ritornati i fantasmi. Come se il tempo si fosse fermato, come se sulle strade si fosse sedimentata la polvere di trentasei lunghi anni che, di colpo, si muove a cospargere tutto, quello dimenticato e quello da dimenticare, lo sporco e il pulito. Una polvere opaca e sottile che lentamente si posa sui nostri ricordi e sulle nostre vite passate. Sono ritornati i fantasmi a ripercorrere strade maledette, dove abbiamo intravisto i nostri compagni di viaggio e non siamo riusciti a fermarli prima che si gettassero verso un baratro inarrestabile, prima che cominciassero una guerra assurda, gonfia di ideologia e di mediocrità. Sono ritornati, quindi, i fantasmi di quel passato che appariva superato, dimenticato e da dimenticare, centrifugato nelle viscere delle nostre paure e delle nostre terribili incertezze: il terrorismo. Il gioco al massacro è ritornato, il colpire a caso senza neppure chiedersi chi c’è dietro quel ruolo. Uccidere il magistrato, il deputato, uccidere per distruggere le istituzioni oppure boicottare i treni, bloccare gli operai, gli studenti, i vacanzieri. E di colpo tutto ritorna, anche il groppo nella gola di chi dentro quegli anni ha navigato senza bussola e scontrandosi con troppe zattere. Ci sono i neofascisti, quelli di ordine nuovo, uniti da un signore di 93 anni, folle quanto basta, che intendevano compiere un massacro uccidendo “a casaccio” magistrati, carabinieri, pezzi dello Stato e, nel mentre, si erano portati avanti riscrivendo la costituzione. Un delirio assoluto di un ideologo idiota. Poi ci sono gli altri, quelli della No Tav: indicativamente anarchici o, comunque, persone che non amano i treni ad alta velocità e non vogliono la linea che da Milano dovrebbe giungere a Lione e poi Parigi. Ma questi fantasmi sono ritornati in maniera sbagliata: una volta erano i fascisti che facevano saltare i treni, infilavano le bombe nelle vacanze degli italiani e le brigate rosse pianificavano invece attentati contro “il cuore dello stato”. Oggi sembra essere tutto maledettamente diverso. Giancarlo Caselli, l’ex magistrato che negli anni ottanta ha combattuto il terrorismo, soprattutto le brigate rosse a Torino, ha dichiarato che questi signori non sono da sottovalutare. Insomma non sono piccoli nostalgici che giocano alla guerra. Non credo, sinceramente, che si possa riproporre la follia di ordine nuovo o che si riesca a far saltare i circuiti elettronici delle stazioni del centro Italia. Ma il messaggio è chiaro: è gente che non vuole ragionare. Non riesce a comprendere che il passato è stata una grande sconfitta, soprattutto per la mia generazione.
Sono ritornati i fantasmi. Non possiamo scrollare le spalle e far finta che tutto passa. E’ un segnale da non sottovalutare. Intorno c’è molto rumore di “niente”, si fa finta di utilizzare le vecchie ideologie, le vecchie storie e, intanto si riparte con nuove strategie. Non ho mai creduto ai fantasmi e, comunque, non mi sono mai piaciuti quelli che alle parole rispondevano con le pallottole. Non ho mai amato chi non riesce a comprendere che dietro un ruolo, un mestiere, c’è una persona, magari disdicevole ma non per questo la si deve sopprimere. E non è vero che il treno rappresenta, come nella locomotiva di Guccini qualcosa “per signori”. Il mondo magari si è involuto ma è sicuramente cambiato e questi fantasmi sono rimasti fermi, immobili a riflettere su universi che nel tempo si sono modificati. Proviamo a raccontarglielo.

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