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Maroni, il rassismo, l’elicriso e i marroni.

Maroni, il rassismo, l’elicriso e i marroni.

Il problema non è il razzismo. Il problema sono i modi e le rappresentazioni. Prendete Maroni, il fido Maroni, il moderato Maroni, l’uomo delle istituzioni Maroni, quello che è stato Ministro del lavoro e dell’interno, uno che dovrebbe perlomeno capire quando c’è da governare e quando c’è da buttarla in demagogia. Questo signore, insieme a Zaia e a Toti decidono di dire basta ai migranti – da loro considerati semplici clandestini – che se ne stessero a casa loro. Nessuno nel nostro orto per favore. Se un sindaco della loro regione li accetta loro promettono di tagliare i fondi ai comuni. Non si capisce, davvero perchè ci sia questa deriva così terribile e feroce contro persone inermi. Una volta erano gli albanesi che violentavano le nostre donne ed entravano nelle nostre ville. Poi la normalità prese il sopravvento e si scopri che, in realtà i violentatori erano per lo più italiani (in carcere, attualmente la popolazione dei sex offender è rappresentata dal 92% di italiani). Poi arrivò l’emergenza rumena, additando tutti i furti di appartenenti a quella nazionalità e loro divennero i peggiori ladri e, comunque zingari. Anche qui, il dato dei furti è in netto favore per gli italiani brava gente (83% dei furti sono commessi da nostri connazionale) Poi, ancora i musulmani, tutti terroristi. Poche parole, invece, per i cucciolotti di casa nostra, quelli che si vendono quotidianamente il nostro paese. Lo fanno da italiani, certo. Ci mancherebbe. Quelli che mettono meno cemento nei viadotti e successivamente crollano, quelli che vincono appalti truccati, quelli che non pagano le tasse, quelli che costringono i rumeni a rubare l’elicriso, pagato a cinquanta centesimi al quintale. Ecco, di quelli lì, il prode Maroni, il grande Maroni non ha paura. Lui, paladino della Lega, lui che mise a ferro e fuoco la Rai e si avventò contro Roberto Saviano reo di aver dichiarato che la mafia era arrivata in Lombardia. Giammai onta così terribile. Doveva essere lavata con il sangue. Pretese di andare in trasmissione, da Fazio, per poter ribattere. Era Ministro dell’Interno e da Ministro, da leghista, da lombardo e, soprattutto da uomo, ci fece una figura meschina, dimostrando a tutti di non conoscere il proprio territorio e di non aver capito (o non aver voluto capire) quanto la mafia si fosse infiltrata nella sua Lombardia. Adesso, da Governatore, invece, chiede di non miscelare le razze. Niente negri per favore che qui, in Lombardia, in Padania dobbiamo lavorare. Già. E’ pieno di somali, kenioti, ghanesi corrotti l’affare dell’expo o il Mose in Veneto. Sono loro che truccano le gare d’appalto, che sistemano i loro figli nelle università, negli ospedali. Sono questi africani che corrompono e trasformano i buoni italiani in malfattori. I cattivi sono i marroni e non Maroni. Io, ingenuamente la penso in maniera diametralmente opposta. Se in carcere la popolazione detenuta è rappresentata dal 73% di italiani una ragione ci deve pur essere. Tenendo presente che quelli che si possono permettere l’avvocato in carcere non ci passano. Il problema non è il razzismo. Il problema è saper leggere bene le cose. Tra Maroni e i marroni la scelta è obbligata: basta stare dalla parte degli uomini. Quelli veri.

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