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L’onore e il rispetto

L’onore e il rispetto

Ho provato a riavvolgere il nastro. Perché c’era qualcosa che non quadrava. Ho visto e rivisto la scena e, ad un certo punto ho capito che mancava il senso delle cose. Sia Crimi che la Lombardi si muovevano dentro un luogo che appariva estraneo. Completamente estraneo. Riavvolgendo il nastro della storia sono ritornato indietro, sino al 1978. Quando, il nove maggio, un brigatista rivoluzionario, uno di quelli che non lo mandava a dire a nessuno, uno che aveva partecipato alla carneficina del 16 marzo, uno che era contro lo Stato imperialista e delle multinazionali, uno che non aveva nessun ritegno, nessun riconoscimento, che aveva condotto, con altri, un interrogatorio durissimo nei confronti del Prigioniero Moro ecco, il 9 maggio 1978 il brigatista al telefono comunica, con qualche riluttanza e un pizzico di emozione che: “Adempiamo alle ultime volontà del del presidente comunicando alla famiglia dove potrà trovare il corpo dell’Onorevole Aldo Moro.”

Ho ascoltato e riascoltato più volte quell’inizio di conversazione (la potete trovare su youtube, a questo indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=EvYo4sphvzg ) e ho capito cosa significa rispetto, cosa significa soppesare le parole, cosa significa restituzione della dignità. Ho osservato ancora il filmato in streaming e ho potuto notare con quale poca lungimiranza l’Onorevole Lombardi (e la smetta con questa farsa della cittadina: il medico si chiama dottore, il docente professore e tutti siamo cittadini) usava le istituzioni: “Mi sembra di stare a Ballarò, io con la società civile non parlo perché sono io la società civile.” Non era questo che si chiedeva. Il cambiamento non è insultare l’altro. Abbassare i costi della politica non significa abbassare la qualità della politica, del saper discutere, del saper contrastare l’avversario e non deriderlo. Mi spieghino l’Onorevole Lombadi e l’Onorevole Crimi cosa hanno proposto all’Onorevole Bersani, ad una persona incaricata di risolvere un problema sicuramente non semplice. Non si era d’accordo e questo, per carità, fa parte del gioco politico: occorre però argomentare il disaccordo, occorre poter mettere sul piatto le proprie idee, le proprie ragioni e difenderle. Per fare questo occorre avere il senso dello Stato e delle istituzioni. Paradossalmente ne ha avuto di più il brigatista che al telefono ha apostrofato Aldo Moro prima Presidente e poi Onorevole. Lui che lo Stato lo voleva abbattere. Voi che volete soltanto cambiarlo abbiate più umiltà e provate a proporre le vostre leggi che da un mese aspetto con ansia che qualcuno di voi depositi una proposta in parlamento. Da giovane volevo cambiare il mondo (lo pensano tutti, lo sapevate?) e vivere gli anni di piombo mi ha comunque temprato e modulato: voglio sempre cambiare il mondo senza però escludere nessuno. Questa è la vera difficoltà: provare ad includere tutti, anche quelli che non la pensano come noi. E rispettarli. Io vi chiamo onorevoli e non cittadini. Non è tempo (per voi) di giocare con le Istituzioni. Quelle vanno sempre rispettate. Vanno cambiate le cose e gli uomini ascoltando gli altri. Voi (e questo vale per tutti) non rappresentate tutti gli italiani ma solo il 25% di quelli che si sono recati al voto. Chiaramente vale anche per gli altri due blocchi. Occorre prenderne atto. La democrazia è come la Guernica di Picasso: luci, urla, dolore immenso all’interno di una grande opera che nessuno potrà distruggere. Buone feste e rilassatevi, ne abbiamo tutti bisogno.

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