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La sostenibile leggerezza di chiamarsi

La sostenibile leggerezza di chiamarsi “compagno”

Suono malissimo la chitarra. E’ sempre stato un mio cruccio. Strimpello senza grande maestria e spero sempre di migliorare. Ho imparato anche io gli accordi con “la canzone del sole” di Lucio Battisti ma non sono mai riuscito a cantare con il tempo giusto. Antonello Colledanchise diceva di me, in un periodo in cui ci eravamo fissati a diventare cantautori, che io ero così fuori tempo che si vedeva anche dalle fotografie. Ma c’era una canzone che avevo imparato a suonare abbastanza bene e mi divertiva eseguirla: Sapesse contessa. E mi piaceva, moltissimo, il pezzo che quasi tutti cantavamo con voce baritonale e decisa: “compagni dai campi e dalle officine….” Insomma, quella canzone è sicuramente il manifesto della mia generazione o, più semplicemente e sociologicamente, il manifesto di una piccola fetta di quella generazione. Vi era poi il gusto e la voglia di chiamarsi “compagni” che l’aggettivo da solo a volte non bastava. E’ un buon compagno, è un compagno cretino, è un compagno che sbaglia, è un compagno di quelli tosti, è una compagna innamorata (allora era davvero blasfemo….) è una compagna con le palle e via dicendo. Non c’erano, ai miei tempi compagni per sbaglio. O si era compagni o si era fasci. Poi c’erano gli amici e io ne avevo tantissimi con i quali parlavamo di tutto. Ma non avevamo la stessa passione politica e ideologica. Sarò all’antica, ma la parola compagno mi piace ancora. Ha colori diversi da quella di “amico”. Gli amici riescono a coltivare i confini del cuore e ti mantengono vivo. I compagni hanno il dovere di difenderti e di abbracciarti. Anche quando sbagli. Come nel caso del buon Niki. Compagno che non posso considerare amico. E’ un peccato veniale, lo so, ma lo volevo raccontare ugualmente. Non c’è più la vera definizione di compagno o di comunista e ci sono ben altri problemi che incombono. Vero anche questo. Ma, come dire, da uno che strimpella la chitarra e si emoziona ancora quando Guccini canta “e intanto corre corre la locomotiva” che vi aspettavate? Sono un terribile compagno nostalgico e innamorato di molti amici. Buonanotte a tutti. Indistintamente, amici e compagni e in rare eccezioni amici-compagni.

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