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La favola del mappamondo di sughero.

La favola del mappamondo di sughero.

Poi ci sono le storie belle, ma tristi. Anche queste vanno raccontate con la consapevolezza che le favole hanno diverse morali e non sempre finiscono con “e tutti vissero felici e contenti”. Elisa Girotto è una ragazza come tante. Vive a Gelsi, in provincia di Treviso. Con il suo compagno Alessio decidono di mettere al mondo un figlio. Nel 2016 nasce Anna, il sogno di una vita. Quasi una favola. Quasi. Perché Elisa scopre di avere un tumore il giorno in cui le si sono rotte le acque, il giorno in cui nasceva sua figlia. Il destino non cammina tra le favole e preferisce starsene in disparte. Crea viadotti contorti dove quasi manca il respiro ed Elisa è costretta a camminarci su questi sentieri del dolore. Lo fa con la speranza che quella variante di valico chiamata tumore arrivi sino al mare, giunga sulla spiaggia delle opportunità e scompaia tra le onde. Quella vita che macina milioni di secondi non rallenta e non ti aspetta. Così Elisa, 39 anni, cammina nelle gallerie della speranza e prova a costruirsi la sua favola dove ci sono Alessio, il suo compagno e Anna, quella bambina appena nata. Subisce subito un delicato intervento ed è costretta a sottoporsi a delle cure. Alessio, intanto, impara il mestiere di genitore: si occupa della bambina dandole da mangiare, cambiandola, addormentandola, giocandoci. Anna deve crescere ed Elisa non può aspettare. Questo ha capito la donna e questo ha ben disegnato nel suo terribile percorso dove il tempo cammina e non si ferma. Due mesi scandisce il tempo. Due mesi di vita e poi da quel viadotto si entrerà dentro la galleria lunghissima, eterea, impalpabile. Due mesi. Che a contarli negli attimi sembrano un’eternità ma se sono gli ultimi tuoi due mesi di vita diventano un abbraccio. E nient’altro. Elisa lo sa e dentro quei due mesi decide di condensare tutta la bellezza e l’amore per la vita. Chiede ad Alessio di organizzare il matrimonio e il 12 agosto si sposano. Ci sono le foto, l’abito bianco e la torta. Dentro quei due mesi tutto corre, tutto sembra confuso, tutto sembra imprendibile. Anna lo sa ed è qui che decide di costruire la favola, quella che la farà diventare mamma per sempre, donna d’amore e di passione. Elisa, dall’ospedale davanti ad un computer, sceglieva dei doni per quella bambina che tra qualche mese sarebbe rimasta sola con il proprio padre. Alessio vedeva arrivare il corriere quasi quotidianamente a casa sua e depositava dei pacchi che lui apriva. C’erano dei regali ma inizialmente non capiva. Poi Elisa Girotto ha spiegato, ha raccontato la sua favola, ha detto al marito che quei regali erano per Anna. Ma non doveva riceverli subito. Non avrebbe avuto un senso. Ma ad ogni compleanno, sino al raggiungimento della sua maggiore età. Elisa è stata attenta: ha acquistato vestiti per tutte le età, bambole, libri, giochi didattici e un mappamondo di sughero che il marito ha portato all’ospedale perché Elisa voleva lasciare un ricordo diverso alla piccola Anna che sarebbe cresciuta con il ricordo di questa mamma fantastica: nel mappamondo Elisa ha segnato, con delle puntine, i luoghi dove sarebbe voluta andare insieme ad Alessio e alla sua Anna. L’idea di un mappamondo con luoghi da vedere è stato un grande atto d’amore nei confronti della piccola Anna che riceverà quel regalo magari fra dieci anni (non sappiamo come sono stati divisi temporalmente i doni) e scoprirà che Elisa avrebbe voluto viaggiare moltissimo tra l’Africa e le Americhe e la vecchia Europa ed è rimasta, invece, come Emilio Salgari a raccontare senza viaggiare l’avventura della vita ad Anna che la mamma non la conoscerà mai. Perché Elisa, purtroppo, è morta. Rimane la sua piccola storia, la sua favola moderna: una Pollicina che lascia una briciola, ogni anno, nel cammino di Anna, una Biancaneve distrutta dalla strega cattiva che si chiama tumore. Rimane la storia triste, ma bella. Che si doveva raccontare perché il genere umano a volte genera orrore, disprezzo, ma il più delle volte riesce a costruire amore. Anna crescerà ed ogni anno scarterà un regalo. Quei vestiti, quei libri , quel giochi  avranno  il respiro e gli occhi di Elisa. Quando poi abbraccerà, fra qualche anno, il mappamondo di sughero il padre le spiegherà che quelle puntine fissate in molti territori  sconosciuti erano i luoghi che Elisa avrebbe voluto visitare. Anna dovrà cominciare quel viaggio e provare a camminare in quel mondo che le ha costruito una favola triste ma che ha saputo raccogliere l’essenza dell’amore e della bellezza. Ogni anno, al suo compleanno, Elisa ci sarà. A osservare la vita con gli occhi di Anna.

 

La Nuova Sardegna, 8 ottobre 2017

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