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Io conto, tu conti.

Io conto, tu conti.

I voti di scarto tra i due contendenti, Alessandra Todde e Paolo Truzzu, non ammontano a 1600, bensì a 3061. Questo dato, sebbene ufficioso e non ufficiale, ci invita a riflessioni non banali. Nei circoli della destra si mormorava che, qualora i voti di scarto fossero stati al di sotto dei 1500 – ipotesi ventilata da alcuni – si sarebbe levata una richiesta di riconteggio, improponibile con l’attuale legge elettorale. Eppure, la vittoria rimane, per usare un’espressione cara a Max Allegri, “a muso corto”, un prestito dal gergo ippico per indicare un successo ottenuto con il minimo margine. Ma una vittoria resta sempre tale, e in democrazia, è bene ricordarlo, si vince anche con un solo voto di scarto. Una lezione che dovrebbe essere assimilata da coloro che, potendo essere protagonisti, hanno scelto di non esprimersi alle urne.
Ora, depurando le analisi da quelle altisonanti e inaccessibili ai più (Soru accusato di aver sottratto voti, voti che sarebbero confluiti a Todde per timore di una vittoria di Truzzu, quindi sottratti a Soru, il campo largo destinato a restringersi, l’incapacità di formare la giunta, e altre variegate disquisizioni), resta il dato che 330.619 persone hanno optato per la coalizione capitanata da Alessandra Todde, il 45,3%. È una percentuale da custodire gelosamente perché è splendida. Significa che non tutti i sardi condividevano il suo programma, significa che vi era libertà di scelta, significa che si poteva votare anche per l’opposizione o per un terzo schieramento. Significa che questo è il nome che si dà, semplicemente e meravigliosamente, alla “democrazia”.

20:23 , 19 Marzo 2024 Commenti disabilitati su Io conto, tu conti.