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Il senso delle anatre per il Natale

Il senso delle anatre per il Natale

Me lo sono sempre chiesto, fin da piccolo: ma cos’è, in fondo il Natale?
Perché in questi pochi giorni dell’anno diventiamo (o siamo costretti ad esserlo) tutti più buoni? Perché dovremmo abbracciare tutti, sorridere a tutti, augurare a tutti buone feste, buon divertimento, felicità, buoni propositi e buon tutto a tutti? 
Non lo chiedo per un atteggiamento snob.
Figuriamoci.
A me il Natale piace.
Lo chiedo perchè, in fondo, riusciamo ad augurarci tutto il bene possibile ben sapendo di essere ipocriti. 
E questo, sinceramente , non va bene.
C’è una storia che ho amato moltissimo.
Quella delle anatre. 
Quelle cinque anatre che andavano al Sud.
Forse erano amiche, forse si volevano bene. Chissà. Ma volavano unite verso un orizzonte lontano.
La prima viene abbattuta e rimangono, dunque, quattro anatre. 
Ma non basta, perché, purtroppo, quel volo greve vedrà spuntare solo tre anatre. 
A cosa pensano, nessuno lo saprà, però hanno una convinzione: quella di giungere da qualche parte. 
Non si fermano. 
Mai. 
Il piccolo branco è ormai dimezzato. 
Il Sud, il focoso Sud ormai finalmente appare. 
Le anatre sono rimaste due. Ma purtroppo non è finita.
Perchè, probabilmente, solo un’anatra riuscirà a vedere quello strano sud che ora appare. 
Ecco, dovremmo essere tristi ed invece quello strano volo era importante. Ci dice che ne valeva la pena, ci diceva, in poche parole, che bisognava volare, che occorreva provarci anche se sarebbe stato difficile, portare tutte le anatre al traguardo.
Qualcuno si chiederà cosa c’entra la canzone di Francesco Guccini (peraltro bellissima) con il Natale.
Sono le ultime parole della canzone che riescono a portarmi dentro questa festa strana, che si mischia al consumismo, che parte lenta e si carica di sciocchezze, di lacrime false, di gente che non merita neppure un sorriso, di storie sdrucciolevoli, di cestini esagerati, di auguri spropositati e falsi.
Eppure il Natale, al netto di tutto, ci serve,. Perché abbiamo bisogno di questi strani colori, di queste piccole falsità, abbiamo la necessità di sentirci buoni e disponibili. 
Il Natale tutto sommato è un volo e quel volo rappresenta la necessità bellissima di dover, ad ogni costo, volare.
Ecco, quando atterrerete sulla pista della dolcezza, della felicità, del tutto dolce e bellissimo, fate una cosa semplice. 
Abbassate le ali, mettetevi le mani in tasca e provate a regalare cinque euro a chi nei parcheggi, nei semafori, nelle strade illuminate ve li chiede. Non lo avete mai fatto, lo so. Ma è fondamentale. Mi piace pensare che verso l’orizzonte del sud, un giorno, siano cinque le anatre che riusciranno ad arrivare. Non una soltanto.
Buon Natale a tutti e abbracciate il mondo se ci riuscite. E’ più complicato, ma più bello.

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