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Il Salvini che è in noi.

Il Salvini che è in noi.

Ed è perdere il proprio tempo provare a comprendere la sua strategia: semplicemente non ne ha, se non quella di scrivere una frase sui social con la speranza che questa diventi trend-topic. E, incredibilmente , lo diventa. La colpa (o merito, vedete voi) non è di Salvini ma la nostra che rilanciamo la sua frase per deriderla facendo così il gioco dell’ex capitano: parlare di me a prescindere di quello che dico. E’ l’unico politico che è riuscito di qualsiasi argomento a dire tutto e il contrario di tutto, a lodare la magistratura russa e, in ultimo la bellezza di quella democrazia a seguito delle votazioni di questi giorni. Attenzione: lui non crede a quello che scrive ma lo scrive perché ci dobbiamo credere noi. E noi, ingenuamente, ci caschiamo. Se si rende conto che da qualche parte del mondo si sta parlando d’altro (e, in realtà nelle altri parti si parla decisamente d’altro) lui prova a virare il timone su se stesso: dico qualcosa, esisto. Aspetto che qualcuno lo certifichi. E noi lo certifichiamo. Quando capire che il peso culturale, politico o, più semplicemente, il peso naturale di Matteo Salvini equivale al nulla assoluto avremo fatto un passo in avanti nel capire il mondo dei social: non è importante scrivere qualcosa ma è necessario che ci sia qualcuno che lo faccia notare a tutti. Detto questo: ma davvero dobbiamo continuare a parlare di questo nulla cosmico davanti a delle guerre, al mediterraneo che continua a macchiarsi di sangue e ad un salario minimo che nel nostro paese non esiste? Ecco, proviamo a parlare d’altro per favore. Fate finta che Matteo Salvini sia quel “babbarottu” che compare la notte o “sa mama de su sole” che rapisce i bambini nelle ore calde d’estate. Voi direte: ma il babbarottu e sa mama de su sole non esistono. Appunto. Parlare di cose che non esistono è bellissimo: ma lasciamolo fare ai bambini. Che, per fortuna, sono molto più seri di noi.

20:56 , 18 Marzo 2024 Commenti disabilitati su Il Salvini che è in noi.