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Il pd che non sa vincere e neppure governare

Il pd che non sa vincere e neppure governare

Sento il ruggito del nulla che ci sovrasta. Da una parte ci scusiamo e lasciamo la scena – perché è giusto lasciarla – e proviamo a disegnare canovacci che altri, purtroppo, non comprendono. Mi riferisco alle dimissioni di Delbono e Marrazzo. Dall’altra, anziché provare ad unirci dietro un nome che catalizza migliaia di persone, perdiamo il tempo in barocchismi insulsi regalando una parabola di falsa democrazia. Il riferimento, in questo caso è a Nichi Vendola (l’unico possibile vincente per la sinistra e, dunque da scartare…).
Insomma, non sappiamo perdere e non sappiamo vincere. Ma non sappiamo neppure governare. Sinceramente sono molto rattristato da questo stato di cose. E’ passato un anno dalla mia candidatura alle elezioni regionali e pensavo, speravo, che un dolce sussulto ci assalisse. Niente. In Sardegna, dopo un anno l’opposizione a Cappellacci si è dissolta come spuma che scompare nelle onde di maestrale, veloce come la benzina di un serbatoio della Ferrari, repentina e solitaria. L’opposizione non prende posizione. Non ha una posizione ed è alla perenne ricerca di qualcuno che offra qualcosa su cui aggrapparsi. Non so, ho un vago e struggente presentimento che, probabilmente, i politici – quelli veri – non raccolgono: forse si sono modificati i piani, hanno costruito nuove forme etiche e noi non lo sapevamo. Siamo dentro un tritacarne inutile che ingoia tutto. La morale ce la spiega Corona e i suoi servizi fotografici. Chi si dimette, perché ha sbagliato, viene irriso. E’ sempre una questione difficile da comprendere, almeno sul piano politico che una volta, ai miei tempi antichi, non accadeva. E’ il rumore del nulla che appesantisce il panorama di questi giorni. Si passa da una velina a un servizio gossip, a due bestemmie a una comparsata dentro il grande fratello, ad una trans e a un goccio di cocaina che fa abbastanza frikkettone, a un bancomat usato leggermente, all’insulto dell’avversario e alla farsa del partito dell’amore. Tutto terribilmente di plastica. Ho un presentimento: che questo sia il pianeta Pandora. Quello di Avatar per intenderci. Gli uomini azzurri ci sono da tempo (sono i transfughi di forza Italia) sull’altezza fisica ed etica dovremmo rivedere alcune scene. Ma lo spettacolo è assicurato.
Passo dentro queste macerie e non ho più lacrime da regalare ad un selciato politico che non riconosco.

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