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Cartoncini di Natale

Cartoncini di Natale

Una volta si scrivevano i cartoncini con gli auguri di Natale.
Era un rito molto sentito, almeno nella mia famiglia.
A mia madre, non ho mai capito quale fosse il canale, arrivavano verso Ottobre dei cartoncini colorati disegnati da artisti molto particolari.
La cosa che mi lasciava senza fiato è che quei disegni gli artisti li facessero con i piedi.
O con la bocca.
Ma non per bravura ma proprio perché le mani non le avevano.
Era necessario andare alle Poste ed effettuare un versamento (ricordo circa duemila lire) all’associazione di questi strani artisti. Solitamente, alle poste, dentro quelle file interminabili natalizie ci finivo io con il conto corrente precompilato e i soldi per l’associazione.
Riflettevo spesso per questa condizione e, osservando i disegni mi chiedevo come potessero riuscire a fare delle cose così belle e perfette.
Ma tristi.
Ecco, quei cartoncini rappresentavano, almeno per me, un accostamento con la tristezza. Mia madre, chiaramente, ci raccontava l’importanza di aiutare questi autori decisamente più sfortunati di noi. Le chiedevo perché non avessero le mani e perché si mettevano a disegnare.
Mi immaginavo una scuola dove da bambini si insegnava a non usare le mani e dove tutti erano intenti a disegnare e colorare con i piedi e con la bocca. Era qualcosa di irrealistico e quando cominciavo a scrivere gli auguri a nome di tutta la famiglia ai vari parenti sparsi per l’Europa, mi ammantavo di un velo di tristezza.
Quei cartoncini erano quasi un’ossessione. Quei colori tenui, quei tratti appena accennati rappresentavano l’antitesi della festa. Passarono gli anni e ad ottobre giungeva, puntuale il pacchettino con i cartoncini dei bambini senza braccia. Gli auguri però, cominciarono a diradarsi.
Molti parenti erano morti ed altri erano rientrati in Sardegna. Rimaneva solo qualche cartoncino da inviare. Poi, quei cartoncini rimasero intonsi.
Ogni anno arrivavano e ogni anno mia madre li pagava puntualmente. Non si aprivano neppure.
Non so oggi se esiste ancora questa associazione di cui non ricordo il nome, non so se continuano ad impegnare le persone in maniera creativa (almeno così ho sempre pensato) ma a casa di mia madre i cartoncini non arrivano più.
Noi abbiamo cominciato ad inviarci gli auguri prima per telefono, poi con gli sms, poi direttamente sulla bacheca di Fb. Non arrivano più i cartoncini di Natale.
Nessuno scrive, nessuna racconta più quello che fa, nessuno raccoglie parole.
Nessuno si ricorda di quando nella cassetta delle lettere arrivavano gli auguri di Natale. E sembrava che tutti, quel giorno, si ricordassero di te.
Per me, Natale aveva dentro anche la strana tristezza di quei cartoncini.

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