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Caro amico non ti scrivo più

Caro amico non ti scrivo più

Stamattina ho scoperto, grazie all’ascolto del podcast di Luca Bizzarri ,(bravissimo, ve lo consiglio) che Poste italiane ritirerà sul territorio nazionale la classica cassetta contenitrice  delle lettere di color rosso, quella che raccoglieva le parole per la città e per tutte le destinazioni. Ci sono rimasto malissimo e ho subito affermato: è il segno dei tempi e d’altronde, io per primo,  non scrivo più nulla e non ricevo lettere o cartoline da nessuno. Però, ritornando alla buca delle lettere rossa (unica perché ad Alghero non c’era la divisione città e tutte le destinazioni) posta tra via Grazia Deledda e via Vittorio Veneto mi viene subito da pensare alla mia infanzia con una famiglia che spediva e riceveva diverse lettere. Avevamo molti  parenti, i fratelli e sorelle di mia madre , cugine e cugini e qualche altro lontano  sparsi tra   Roma, Napoli, Isola d’Elba, Belgio, Olanda, Germania e tutti, ogni settimana, scrivevano ed accludevano  le fotografie. Mia madre rispondeva a tutti inviando, a sua volta,  le foto della nostra famiglia. L’addetto per le spedizioni ero io. Avevo più o meno una decina d’anni (siamo quindi nel 1969) e la mia missione era recarmi nella famosa buca rossa posta all’incrocio da Via Deledda e via Vittorio Veneto. Non era lontanissimo da casa e il problema era un altro: ancora non arrivavo alla buca delle lettere. Mia madre, come sempre pragmatica, mi diceva che la soluzione era semplice: bastava fermare qualcuno e chiedergli con grazia e buona educazione se imbucasse lui quelle lettere e il gioco era fatto. Ma io mi vergognavo. Giungevo alla buca e mi guardavo silente intorno; passavano alcune persone ma non avevo il coraggio di chiedere aiuto. Solo quando ero ormai disperato mi mettevo davanti alla buca e saltellavo e per quanto mi sforzassi l’operazione buca non riusciva. Impietosivo però qualche passante che gentilmente mi aiutava. Un giorno si fermò una signora biondissima e sorridente: “Sei troppo basso per imbucare queste lettere”. “Crescerò”, risposi con un sorriso. “Ne sono sicura e vedrai che quando sarai adulto ti dimenticai di scrivere le lettere”. Non scriviamo più a mano, non inviamo cartoline dai luoghi di villeggiatura e quelle scatole rosse custodi silenti di amore, passione e speranza le smantelleranno. Come la nostra infanzia.

18:44 , 22 Gennaio 2024 Commenti disabilitati su Caro amico non ti scrivo più