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Bussa alla porta del paradiso Billy!

Bussa alla porta del paradiso Billy!

Gli eroi son tutti giovani e belli. Siano buoni o cattivi. Billy the Kid, nato il 23 novembre del 1859 morì all’età di 22 anni. Era, davvero, un ragazzino.
Chi lo uccise? Perché divenne cattivo? E infine: perché ancora oggi si ricordano le sue gesta? 
Per parlare di Billy dobbiamo menzionare anche Pat Garrett, il buono. Così gli ingredienti ci sono tutti. Billy, orfano di madre e padre sparito, all’età di 14 anni cominciò a lavorare in un hotel. Il direttore parlò benissimo di lui e dichiarò che fu l’unico ragazzo a non rubare mai nulla. Quando si dice il destino. Anche gli insegnati della scuola parlavano bene di Billy l’assassino: “ non era un problema per gli altri ragazzi, sempre desideroso di aiutare con piccoli lavoretti per la scuola”.
Un buono recidivo.
Poi, all’età di 16 anni, fu arrestato per un pacco di vestiti rubati da un uomo il quale voleva fare uno scherzo ad una lavanderia cinese. Venne imprigionato da quasi innocente ma scappò.
Trovò lavoro come trasportatore di tronchi in un campo di taglialegna e incontrò un prepotente.
Billy, quello buono, quello orfano e destinato ad una vita anonima, dopo l’ennesima provocazione prese la pistola e uccise il bullo.
Passò, da quel giorno, nella parte destra della lavagna, quella dei cattivi.
Venne arrestato ma riuscì ad evadere. Dopo mille peripezie e altri ammazzamenti (la leggenda dice 27 ma, forse, sono al massimo 9) incontrò sulla sua strada Pat Garrett. Uno ambizioso barista locale, apparente ruvido e quasi cattivo ma che per un gioco del destino finì nella strada dei buoni: erano quasi amici ma quando Garrett divenne sceriffo cominciò la caccia a Billy The Kid.
Chi lo uccise? Difficile capirlo. Pare sia caduto in un’imboscata costruita ad arte da Pat Garrett. Qui le strade della storia e della leggenda si sovrappongono e diventano narrazione fantastica.
Billy è il cattivo e Pat il buono.
Ma davvero le cose sono dante così? Sono stati girati molti film con diverse ricostruzioni, alcuni interessanti documentari di una storia minimalista e destinata all’oblio se non fosse per i giornali che a quei tempi l’alimentarono fino a farla diventare un capitolo di un’epopea: quella del selvaggio West.
Il tutto divenne bellezza assoluta quando Bob Dylan decise di scrivere le musiche per il film “Pat Garrett and Billy the kid” e quando scrisse forse una delle più belle canzoni del suo repertorio: “Knockin’ on Heaven’s door.
Billy bussò alle porte del paradiso implorando la madre, quando la nuvola nera era pronta a calare per sempre.  Dylan decise l’assoluzione per il cattivo Billy the kid o forse era davvero troppo augurare ad un ragazzino “vai all’inferno satanasso”. 

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