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i buoni e i cattivi. Lo strano caso di Luigi De Magistris

i buoni e i cattivi. Lo strano caso di Luigi De Magistris

Proviamo a comprendere le azioni: non esistono le belle partite solo perché le gioca la nostra squadra e non può essere che i cattivi sono sempre gli altri perché per noi ci sono sempre le attenuanti. Non è possibile neppure pensare di essere come gli americani citati dal grande Giorgio Gaber quando diceva che loro, gli americani, hanno le idee chiare sui buoni e sui cattivi, anzi chiarissime: i buoni sono loro!. Dunque, le leggi esistono e vanno rispettate. Possono essere ingiuste, inique, figlie di mille compromessi, di momenti politici particolari, ma ci sono. E dunque vanno rispettate da tutti. Luigi De Magistris compreso. Lui, ex magistrato, sindaco di Napoli è stato sospeso dal Prefetto che ha, di fatto, utilizzato la stessa identica legge che è servita per spodestare il buon Berlusconi da senatore. Dura lex sed lex. Potrebbe finire così, ma aggiungo con qualche considerazione. Luigi De Magistris non ci fa una gran bella figura anzi, a dire il vero, è stato più coerente Silvio Berlusconi che ha sempre urlato ai quattro venti di essere un perseguitato e che i magistrati erano tutti antropologicamente diversi. De Magistris, a quei tempi, era un Magistrato e indagava sui politici. Stava, come dire dall’altra parte (la banalizzo, lo so, ma è per far comprendere). La sentenza di primo grado dice che lui, De Magistris, da Magistrato, nell’esercizio delle sue funzioni, ha abusato del suo potere e ha utilizzato prove senza ottenere il consenso richiesto dalle Leggi. Ci sono ancora altri due gradi di giudizio e sono convinto che l’ormai ex sindaco di Napoli riuscirà a darci una visione chiara della faccenda. Però ci sono le leggi e la legge Severino per quanto poco garantista (ne sono profondamente convinto, ma io mica l’ho votata) dice che se sei condannato in primo grado per una serie di reati (abuso d’ufficio è tra questi) non puoi continuare a mantenere incarichi politici. Dire, come De Magistris ha detto che i magistrati (i suoi ex colleghi) si dovrebbero vergognare e che il dispositivo della sentenza di condanna in primo grado nei suoi confronti lui la “saluta” significa, semplicemente, scendere (e per un ex magistrato è una discesa tristissima) alle stesse motivazioni dell’ex senatore Silvio Berlusconi.

Vi chiedo solo una cosa e la chiedo principalmente a Luigi De Magistris e alle persone pacate e riflessive: non mettetemi in condizioni di dover difendere Silvio Berlusconi. Vi prego. Non ce la farei.

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