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birichinate alla Berlusconi

birichinate alla Berlusconi

Girano le notizie dentro queste mura umide e solide. Girano e non si comprendono nei passeggi che calpestiamo quotidianamente, nell’attesa di un grande nulla che non sarà mai solidificato. Ha girato anche un sostantivo curioso: birichinate e qualcuno, da queste parti, ha sorriso, poi ha prevalso l’ipocondria e nessuno aveva voglia di commentare. Solo, dentro una stanza che dividiamo in quattro ho raccolto le nostre vite in un foglio bianco e l’ho consegnato all’oblio. Tanto mica abbiamo vite importanti da raccontare. Solo poche e insignificanti attimi, senza nessun sussulto. Noi siamo criminali.

Mario, trentotto anni. Senza denti. Se li è macinati l’eroina. In carcere da due anni perché ha tentato, inutilmente, di scippare una ragazza all’interno dei magazzini generali. La ragazza ha urlato, lui è stato massacrato da due body guard del supermercato. Accompagnato in carcere, dopo qualche giorno davanti al giudice ha patteggiato. Tre anni e sei mesi. Recidivo. Piccolo strike anche in Italia.

Lorenzo lo sfigato. Quarantadue anni. E’ da una vita che tenta il colpo del secolo. Qualcuno gli ha suggerito di provare con il gratta e vinci. E’ più sicuro. Ha invece tentato un furto in chiesa. Appena finita la Messa. Si è diretto sull’altare e, senza neppure il segno della croce, si è preso il calice d’argento ed è arrivato all’uscita dove lo aspettava un prete troppo giovane senza nessuna intenzione di porgere l’altra guancia. Davanti al giudice ha patteggiato. Recidivo. Anche lui al quinto o sesto strike. Quattro anni perché la casa di Dio non si tocca.

Behlkil Mohmed ventidue anni. Forse non è la sua vera età, forse non ha neppure una vita da raccontare. Zitto, guarda il sole e spera di ritornare a sorridere. Beccato senza permesso di soggiorno. Davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere solo perché non capiva la nostra lingua. Un anno e sei mesi senza comprendere neppure il perché. Fra tre mesi sarà estradato e sbattuto nell’inferno da dove era arrivato.

Poi ci sono io. Trentacinque anni. Avevo cominciato bene. Moglie, lavoro, figlio. Poi, d’un tratto la casa da comprare, la voglia di emergere, il mutuo, l’auto nuova, troppe cose insomma, e un amico che mi dice che possiamo provare, che è tutto facile. Fermiamo il furgone, apriamo la cassa e ci prendiamo le paghe degli operai di una fabbrica di alluminio. Non volevo andare, me lo sentivo che non poteva funzionare. E non ha funzionato. Perché il furgone era vuoto, il vero furgone, quello con i soldi era da un’altra parte e all’interno di quello che abbiamo fermato c’erano solo dei carabinieri. Abbiamo patteggiato io e il mio amico: cinque anni e otto mesi.

Siamo in quattro. Elementi pericolosissimi. Girano le notizie dentro queste mura. Parlano di appalti, di escort, di gente che fa i soldi sulla pelle dell’altra gente, che ha costruito piscine più lunghe di un metro e mezzo e che ha costruito cose che non sono servite a niente. C’è gente che prende le mazzette, che porta i soldi in Svizzera che fa affari con la camorra e che, oltre ad essere Deputato è anche Magistrato. Poi c’è uno che sorride sempre e dice: sono solo birichinate.

Girano le notizie qui dentro. E non solo……

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