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Ascoltando Baglioni

Ascoltando Baglioni

Alla fine delle oltre tre ore di spettacolo le ha cantate quasi tutte. Non si è risparmiato in parole e musica (e che musica: tre pianoforti sul palco e la sua voce) E’ passato da Acqua dalla luna (uno dei migliori testi scritti da Baglioni) a acqua nell’acqua; da tutto in un abbraccio a dieci dita e poi mal d’amore, uomo di varie età, dodici note sino ad un crescendo struggente e liberatorio: con tutto l’amore che posso (la mia canzone) a io me ne andrei, poster, solo, avrai, quante volte, e tu come stai, questo piccolo grande amore per concludere oltre mezzanotte con strada facendo. Quasi troppo a dire il vero. Il pubblico (oltre mille persone) rapito da quel racconto che cesellava ricordi, battute, dolcezze, passaggi di vita a dimostrare che “Agonia”, come veniva chiamato all’inizio della sua carriera è diventato bravo, sciolto nelle presentazioni, ha i giusti tempi televisivi e teatrale. Ha saputo camminare tra il palco e la giocosità delle canzoni trattando argomenti minimali ma mai banali. Ha fatto cantare l’intera platea, ha smussato, colorato, ammiccato, sorriso e fatto innamorare tutti con la sua immensa voce tra acuti e fraseggi degni delle montagne russe. E’ un divo Claudio Baglioni e ha la consapevolezza di esserlo: si gigioneggia perché se lo può permettere. Ha scritto oltre 300 canzoni e quasi tutte hanno un ricordo in ognuno di noi. Pensatela come volete ma cantare in coro “io me ne andrei, lo faccio sai, vedrai vedrai” valeva, davvero, il prezzo del biglietto. 

14:09 , 28 Dicembre 2022 Commenti disabilitati su Ascoltando Baglioni