Menu
Quando Carlo Nordio era per il no.

Quando Carlo Nordio era per il no.

magbo system

Quando mi chiedono perché questa riforma costituzionale non mi convinca, provo a spiegarmi, a mettere in fila le ragioni, e mi accorgo ogni volta che non è semplice. La riforma promette una svolta: giudice e pubblico ministero finalmente con carriere separate. Ma è proprio qui che nasce il mio primo dubbio. A mio avviso la separazione delle carriere finisce per isolare il PM, indebolendo il diritto di difesa del cittadino, e rischia di trasformare il pubblico ministero in un attore che cerca soltanto la condanna, non più la verità.

Poi arriva il sorteggio, l’arma segreta contro le correnti. Sorteggiamo, dunque. Il merito è sopravvalutato, la responsabilità pure: molto meglio affidarsi alla dea bendata. Del resto, se tutti i magistrati sono uguali, tutti possono stare nel CSM. Ragionamento impeccabile. Seguendo la stessa logica, siccome tutti i medici sono laureati in medicina, nulla vieta di farci rimettere a posto il femore da un odontoiatra. Al massimo ci farà un sorriso perfetto mentre zoppichiamo.

Non mi convince nemmeno l’idea di un’Alta Corte chiamata a punire chi sbaglia, priva del Presidente della Repubblica nel ruolo di garante. Anche qui sento mancare un equilibrio, un contrappeso, una figura che dia senso e misura al sistema.

Ecco perché questa riforma, nel suo insieme, non mi convince. E, devo dirlo con sincerità, non trovo davvero nessuno capace di farmi cambiare idea. Finora, l’unico a sembrare averla cambiata è il ministro Nordio, che il 3 maggio 1994, quando era magistrato presso la Procura della Repubblica di Venezia, aveva aderito insieme ad altri colleghi a un comunicato dell’Associazione Nazionale Magistrati in cui si dichiarava contraria alla separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti.

Qualcuno dirà: si può cambiare idea. Certo, è vero. Ma io, oggi, continuo a sentirmi d’accordo con il Carlo Nordio del 1994. È naturale che nella vita molte cose si trasformino, ma un pizzico di coerenza, ogni tanto, non farebbe male.