Menu
Positivi i risultati del progetto dell'Istituto alberghiero per i detenuti Imparare un mestiere per ricominciare

Positivi i risultati del progetto dell’Istituto alberghiero per i detenuti Imparare un mestiere per ricominciare

La Nuova Sardegna 30 marzo 2006

di Silvana Porcu

ALGHERO. La città stringe in un abbraccio il carcere. Un gesto di solidarietà che coinvolge Palazzo Civico e gli studenti, il personale della casa circondariale e i detenuti. L’assessore alla Pubblica istruzione ha deciso di incontrare chi ha voluto aprire dalla cella una finestra sul mondo del lavoro. In particolare la visita è stata un’occasione per conoscere i detenuti che partecipano al progetto di ristorazione organizzato dall’istituto alberghiero. Un corso per diventare maestri dei fornelli che ha fatto avvicinare i ragazzi al carcere per capire che cosa significa avere una seconda opportunità. E una risorsa per chi deve scontare una pena e può imparare una professione per riscattare la propria esistenza. Accanto al vicesindaco anche il comandante della polizia penitenziaria, l’ispettore superiore Ignazio Olla, Giampaolo Cassitta , direttore dell’area educativo-pedagogica della casa circondariale, e alcuni docenti. La visita non resterà un episodio isolato. Muroni ha voluto firmare un protocollo d’intesa, il primo obiettivo è fare in modo che la maggior parte di detenuti possa raggiungere un buon livello di istruzione. Si punta a un titolo di studio superiore. L’impegno mira anche a realizzare nuovi progetti e a trovare un sistema con cui attribuire crediti formativi per le attività svolte all’interno delle mura carcerarie. Il documento è stato firmato dal centro territoriale per la formazione permanente degli adulti, dall’istituto alberghiero, dall’assessorato alla pubblica istruzione e dall’area pedagogica della casa circondariale di Alghero. Oltre alla cucina, le attività che coinvolgono i detenuti spaziano dalla falegnameria all’elettronica, con i due laboratori coordinati dalla cooperativa di giovani «Apriti sesamo». Una pratica che sarà arricchita dall’uso di due computer, consegnati per migliorare la qualità delle lezioni. Il carcere algherese custodisce anche un tesoro culturale: diecimila volumi nella biblioteca interna. L’archivio sarà a disposizione di tutti grazie alla rete bibliotecaria che sta nascendo in città. Ma l’iniziativa più forte è quella che vede in prima fila i giovani. «La scuola incontra il carcere» è un tavolo di confronto diretto, che permette a persone diverse di osservarsi e misurarsi con la realtà senza pregiudizi e senza filtri. Il dibattito con la classe ha un doppio obiettivo. Gli studenti imparano dagli errori altrui, e contemporaneamente capiscono che nella vita si può decidere di cambiare strada e ricostruirsi un futuro da zero. I detenuti hanno la possibilità di raccontare la propria esperienza e imparare una professione.

Lascia un commento