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Oltre il 41 bis

Oltre il 41 bis

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Torno sul 41 bis e sull’ipotesi che il carcere di Nuoro venga destinato esclusivamente a detenuti sottoposti a quel regime. Tralascio le ragioni che nel 2011 portarono a individuare le isole come luoghi “ideali” per questi trasferimenti e passo oltre anche l’ipocrisia di chi oggi finge di non aver votato quella scelta, o di non averne compreso le conseguenze. Sorvolo persino sulle decisioni di un governo che considero sbagliate, scellerate, profondamente irrispettose dei territori.

C’è però una domanda che resta lì, enorme, e alla quale nessuno risponde: come si può pensare di lasciare due Tribunali, Nuoro e Lanusei, senza un carcere dove ospitare gli imputati che devono essere giudicati da quei giudici?

Come può la Casa circondariale di Nuoro trasformarsi in una Casa di reclusione esclusivamente dedicata al 41 bis? Un regime che considero necessario e sacrosanto per soggetti che continuano a minacciare le fondamenta democratiche dello Stato e a imporre la loro “legge” con la violenza e la prevaricazione. Ma la necessità del 41 bis non cancella il problema, lo rende semmai più urgente.

Nessuno ha spiegato come questo assetto dovrebbe funzionare. E la cosa più inquietante è che, stando alle dichiarazioni ufficiali, nessuno sembra nemmeno esserselo chiesto. Mi aspetto una presa di posizione del Presidente del Tribunale di Nuoro, dell’Associazione nazionale magistrati, dell’Ordine degli avvocati. Perché qui non siamo davanti a un dettaglio organizzativo, ma a una questione di tenuta del sistema.

È davvero pensabile che un imputato per un furto commesso a Nuoro, Ovodda, Oniferi o Ottana debba essere trasferito a Sassari, che diventerebbe l’unica Casa circondariale per tutto il nord della Sardegna? Questa non è razionalizzazione: è follia istituzionale. Eppure il silenzio è assordante.

Il problema non è solo che la Sardegna diventi una destinazione per detenuti condannati per reati di mafia. Il rischio vero è che sull’isola restino soltanto due Case circondariali: Sassari e Cagliari. Un assetto inaccettabile, ingiusto, giuridicamente fragile.

Parliamone. Adesso. Questo sì che sarebbe un buon punto di partenza.