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Non siamo contro i poliziotti

Non siamo contro i poliziotti

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Non  siamo quelli contro i poliziotti.
Abbiamo avuto padri con la divisa stesa sulla sedia,
nonni con le mani dure e la schiena stanca,
figli che tornano a casa la sera con lo stesso odore di strada.
Sappiamo cos’è avere paura e continuare a camminare.

Noi non siamo quelli contro la sicurezza.
Abbiamo famiglie, nomi scritti sul frigorifero,
fotografie storte, compleanni da ricordare.
Vogliamo che restino vivi,
che restino insieme ad altri corpi arrivati da lontano,
da città che non sappiamo pronunciare,
da guerre che entrano in casa solo attraverso le immagini, 

perché anche noi siamo figli, nipoti e nonni di migranti. 

Noi non siamo quelli dell’odio facile,
della frase breve, del pugno alzato senza pensiero.
Non dividiamo il mondo in buoni e cattivi
perché il mondo non ci ha mai dato questo lusso.
Noi includiamo, inciampando, sbagliando,
ma includiamo.

Non siamo per la morte che si chiama giustizia.
Non siamo per il carcere come risposta universale.
I minori non sono colpe:
sono domande lasciate senza voce,
sono errori che chiedono tempo, non mura.

Noi ascoltiamo.
Anche chi urla.
Anche chi morde.
Anche chi depista, insulta, confonde.
Ascoltiamo perché non abbiamo altra arma.
Perché il silenzio lo conosciamo troppo bene.

Non siamo i migliori.
Non siamo puri.
Non siamo salvatori di nessuno.
Non siamo invincibili.
Non abbiamo un’ideologia da vendere,
solo una fatica quotidiana da sostenere.

Non crediamo di stare dalla parte giusta della storia.
Sappiamo solo di starci dentro,
con i nostri errori che fanno rumore,
con le nostre contraddizioni che non brillano.

Siamo dentro la storia come si sta dentro una casa scomoda,
che cade a pezzi ma è l’unica che abbiamo.
La teniamo in piedi con le mani nude,
con la pazienza, con il dubbio,
con il rifiuto di diventare carne da slogan.

Abbiamo una sola certezza,
una sola fedeltà che non negoziamo:
questa Costituzione fragile e imperfetta,
questa parola antica e sempre nuova: antifascismo.
Non come bandiera,
ma come postura del corpo.
Come modo di stare in piedi
senza schiacciare nessuno.