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Dimenticanza

Dimenticanza

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Ho sempre ritenuto la frase «Càlati juncu ca passa la china» (piegati, giunco, che passa la piena) la più adatta ai politici italiani, quasi nessuno escluso.

Lasciar passare la bufera serve, ovviamente, alla “dimenticanza”: a riuscire, in qualche modo, a far perdere le tracce di ciò che pareva inderogabile, vergognoso, necessario, fortissimo, indiscutibile, da non dimenticare e che invece, lentamente, diventa qualcosa di fragile, evanescente, dimenticato.
Così i protagonisti di certe storie sembrano non essere mai stati in quei luoghi, o aver vissuto quelle vicende a volte poco edificanti.

Provate a chiedere di Bibbiano a chi voleva far luce su quella vicenda ritenuta demoniaca; chiedete dello spreco di denaro per la costruzione dei CPR in Albania; delle storie che hanno coinvolto Daniela Santanchè; o del busto che aveva sul comò il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Tutto scorre nell’acqua del fiume dove il giunco si abbassa, silenzioso e resiliente.
Così, all’ennesima puntata sulla vicenda del garante della privacy, ho subito pensato: diventeranno tutti giunchi, e fra qualche mese tutto questo sarà dimenticato.

Diceva Arbasino: «Siamo un Paese senza».
Vero: senza memoria, senza vergogna, senza senso storico e, invece, con molto senso del ridicolo.

Siamo i produttori mondiali di giunchi.
Che non si spezzano mai.

16:25 , 12 Novembre 2025 Commenti disabilitati su Dimenticanza