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Le molte verità

Le molte verità

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A volte la giustizia raccoglie verità diverse da quelle immaginate e costringe tutti a rientrare nell’unico perimetro che può riconoscere: quello della verità processuale, l’unica che, piaccia o no, è tenuta a valere. È accaduto anche nel caso di Chiara Ferragni, prosciolta dall’accusa di aver promosso la vendita del noto pandoro Balocco lasciando intendere che una parte dei ricavi sarebbe stata destinata a iniziative di beneficenza. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi, senza attenuanti. Il giudice, però, ha escluso l’aggravante della “minorata difesa” degli utenti online, rilevando che il Codacons aveva ritirato la querela dopo un accordo risarcitorio con l’influencer. Da qui la decisione: reato riqualificato come truffa semplice e proscioglimento per estinzione.

Si dirà che sono sottigliezze da Azzeccagarbugli. In parte è vero. Ma l’idea, di matrice illuministica, di una perfetta coincidenza tra la previsione astratta della legge e la complessità dei fatti reali è una semplificazione filosofica, non un dato dell’esperienza. Per questo ci si deve accontentare – e non è poco – di una verità formale, inevitabilmente imperfetta, talvolta persino scomoda. Il giudice ha applicato la legge. E Chiara Ferragni è stata prosciolta dall’accusa di frode.

Resta, semmai, una zona grigia che il processo non può abitare fino in fondo. Forse si è trattato di pubblicità ingannevole, forse no. I dubbi non mancano. I milioni di follower hanno continuato a sostenerla, a seguirla, a legittimarla con la loro attenzione quotidiana. Lei ha ringraziato gli avvocati e, significativamente, anche il suo pubblico. Su questo, però, nessun tribunale può intervenire. È un’altra dimensione della verità, più sfuggente, meno normata, che non passa dalle aule di giustizia ma dagli schermi, dalle relazioni, dalla fiducia concessa e rinnovata.

È una verità strana, persino irritante per alcuni. Può non piacere, ma esiste. Ed è forse di questa che dovremmo discutere davvero. So già, però, che difficilmente lo faremo.