Ha vinto Napoli, rivincita contro la mancata vittoria di Giolier. Così Sal Da Vinci, che fino a ieri pareva un Julio Iglesias che non ce l’aveva fatta, è diventato l’unto della canzone e qualcuno, addirittura, parla di grande sconfitta per la sinistra (ma perché?) che ha votato il radical chic Sayf.
Vince Sal Da Vinci
In questo festival noiosissimo c’è qualcosa che non torna: la forza del voto popolare. Sono loro a determinare
Ha vinto Achille Lauro
Se per scrivere un testo servono dieci cervelli, difficilmente nascerà una bella canzone. L’ho sempre pensato: certe cose
Dal divano di Sanremo (prima puntata)
Cosa ci racconta la prima giornata del Festival di Sanremo? Poco, diranno in molti. Qualcosa di buono, diranno
Ce lo meritiamo Carlo Conti?
Insomma, Sanremo è l’Italia. Anzi: è una costellazione di Italie che si cercano e si respingono. È la canzonetta un po’ sciocca – ve la ricordate? “Tu fai schifo sempre”, per esempio – ma è anche “4 marzo 1943” di Lucio Dalla. È Pupo ed è Sergio Endrigo, Ornella Vanoni e i Pinguini. È Renga e Ramazzotti, Pausini e Achille Lauro. Dentro l’Ariston convivono molte Italie. C’è il mondo del sì e quello del no. E poi c’è il territorio incerto del “forse”.
Guccini, le anatre e Natale
Ecco, quando atterrerete sulla pista della dolcezza, della felicità facile, del tutto bello e rassicurante, fate una cosa semplice. Abbassate le ali, infilate le mani in tasca e provate a regalare cinque euro a chi, nei parcheggi, ai semafori, nelle strade illuminate, ve li chiede. Non lo fate quasi mai, lo so. Ma è importante. Mi piace pensare che, verso l’orizzonte del Sud, un giorno, siano cinque le anatre ad arrivare. Non una soltanto.
Vessicchio.
Rimango fuori dal coro. Non ho conosciuto Vessicchio, non ho fotografie con lui, né aneddoti da raccontare. Nulla che riporti al mio ego. Nulla.
Ho imparato, negli anni, quanto è bello il mestiere di cronista: raccontare le storie senza mai apparire.
E invece, continuamente, leggo racconti in cui i protagonisti sono i giornalisti, gli scrittori, gli amici e mai i veri personaggi.
Italiano
Io non mi sento italiano, ma — come diceva Gaber — per fortuna o purtroppo lo sono.Non mi
Dal divano a Sanremo (ultima puntata)
Ha vinto Olly e ha perso Giorgia. I sogni sono arrivati secondi e di questo ne siamo felici.
Dal divano di Sanremo (quarta puntata)
Quelli che tutta l’Italia guarda Sanremo ma non lo capisce Quelli che tutta l’Italia non guarda Sanremo e
Dal divano a Sanremo (terza puntata)
La vittoria al Festival se la giocheranno Giorgia, Cristicchi, Brunori Sas, Lucio Corsi e Fedez. Almeno, questo è
Dal divano a Sanremo (seconda puntata)
Sanremo è cambiato, Sanremo non cambia, Sanremo che palle, Sanremo non serve. Il vortice delle parole (potrebbero essere fiumi,
Scrivere
Scrivere, si diceva sempre, è un atto intimo, solitario. A volte bellissimo, intenso, totalizzante, altre volte liberatorio, visionario.
Dal divano a Sanremo. (prima parte)
Cosa unisce Grazie dei fiori a La noia? Apparentemente nulla, se non un viaggio lungo 75 anni che ci ha sfiorati,
Sanremo
Prima regola: si allontanino dal palco quelli che hanno la risposta giusta e la tirano fuori ogni anno: “Io
Perché abbiamo bisogno di Sanremo.
Quest’anno abbiamo davvero bisogno di Sanremo, di quei riti legati al comprendere perché alcuni sono su quel palco
Questo piccolo grande Claudio (di Giampaolo Cassitta)
Nel 1973 scrisse la canzone “viva l’Inghilterra”, preludio visionario d’amore per gli extracomunitari. Nel 1974 con l’album “e
Auguri Adriano Celentano!
Chi è Adriano Celentano? Troppo semplice, dovremmo chiederci più legittimamente che cos’è Adriano Celentano: un guitto, un cantante,
Quando c’era il Mago Zurlì i gatti erano sempre quarantaquattro
Son cresciuto con Popoff, i quarantaquattro gatti sempre in fila per tre con il resto di due, Richetto








