Ci insegnano che, quando ascoltiamo qualcuno, non dobbiamo limitarci a sentire le parole. Dobbiamo interpretarle. Anzi, di più: dobbiamo reinterpretarle. Magari il giorno dopo. O il giorno prima. Oppure nel frattempo, provando a smontare e si rimontare le frasi come un mobile Ikea senza, però, avere le istruzioni.
Così può capitare di scoprire che una frase non è mai davvero quella che sembra. È solo “travisata”. E quindi la colpa non è di chi l’ha pronunciata, ma di noi che abbiamo avuto l’imprudenza di capirla. Siamo noi i cattivi narratori della realtà: abbiamo esposto male, interpretato peggio, quasi manipolato. I fatti, naturalmente, non corrispondono a ciò che abbiamo sentito. Sono stati travisati.
È la teoria che un esponente di Fratelli d’Italia ha gentilmente suggerito a proposito delle parole di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Nordio, la quale – durante una trasmissione – ha definito la magistratura “plotoni d’esecuzione” e ha aggiunto che, votando sì al referendum, “ce la togliamo di mezzo”.
Ora, uno spirito ingenuo potrebbe pensare che frasi del genere abbiano un significato piuttosto lineare. Invece no. Bisogna comprenderle meglio.
Ma la dottoressa Bartolozzi, con lodevole fermezza, non ha scelto la via antiquata del “scusate, ho esagerato”. Ha preferito precisare. Ha ricordato di aver parlato per oltre un’ora, spiegando che la riforma sarebbe addirittura a favore della magistratura, per aiutarla a recuperare una credibilità ormai perduta.
Il ministro Nordio, dal canto suo, ha chiarito che quell’affermazione non era affatto un attacco all’intera magistratura. Ci mancherebbe. Non bisogna generalizzare.
In effetti, se si guarda bene, qualcuno si salvava: la dottoressa Bertolazzi stessa, che essendo magistrata rimaneva miracolosamente fuori dal plotone.
Dunque il problema non sono le parole pronunciate. Il problema siamo noi che le capiamo.
Del resto la soluzione è semplice e rassicurante: se qualcuno non fosse convinto di questa interpretazione, potrò sempre dire – con la più istituzionale delle serenità – di essere stato frainteso.