Ci deve essere qualcuno che spieghi all’uomo più potente del mondo che sì, è l’uomo più potente e quindi ha l’autorità per ordinare molte cose, ma non ha l’autorevolezza per imporre capi di Stato a lui graditi.
Dunque: Maduro non andava bene. Arrestato e deportato (a proposito: che fine ha fatto?). Khamenei non andava bene: bombardato e ucciso. Il figlio, il nuovo Khamenei, non va bene comunque. Per lui è inaccettabile e lui, l’uomo più potente del mondo, chiede, pretende, vuole, ritiene di dover essere personalmente coinvolto nella scelta del prossimo leader dell’Iran.
Ora, sul Venezuela, considerato il giardino degli USA, molti presidenti hanno giocato sporco (e non solo con il Venezuela). Ma pretendere di imporre capi di Stato in un luogo come l’Iran significa, davvero, non conoscere la geopolitica.
Però, come dire: il diritto internazionale è calpestato, masticato e rigettato, poi ricostruito a immagine e somiglianza dei potenti.
L’unica voce “normale” è il leader spagnolo Sánchez, che ha avuto l’ardire di squalificare certi atteggiamenti autoritari e tirannici.
Così, giusto per ribadire chi comanda da queste parti – ovvero nel globo terraqueo – l’uomo più potente del mondo ha ordinato (e non suggerito) a Herzog, presidente dello Stato di Israele, di concedere la grazia a Netanyahu. Lui non vuole che Bibi sia disturbato da niente, tranne che dalla guerra con l’Iran. E ha aggiunto, non proprio sommessamente, che Herzog è una vergogna e che lui lo sta smascherando.
Insomma: non va bene.
E questa, per Herzog, non è una bella notizia.
E dal candidato al premio Nobel per la pace – sponsorizzato da qualcuno del suolo italico – è tutto. Almeno per oggi.