“Io ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei. Ma non ha il diritto di chiamarmi assassino. Ha il diritto di uccidermi, ha il diritto di fare questo. Ma non ha il diritto di giudicarmi. È impossibile trovare le parole per descrivere ciò che è necessario a coloro che non sanno che cosa significhi l’orrore. L’orrore ha un volto e bisogna farsi amico l’orrore. Orrore, terrore, morale e dolore sono i tuoi amici. Ma, se non lo sono, essi sono nemici da temere. Sono veri nemici.”
È, forse, il monologo più bello, più atroce e più vero di un film che sembra rispecchiare ciò che sta accadendo in questi giorni. Parliamo di Apocalypse Now, e l’orrore che sprigiona da tutti i pori del magnifico Marlon Brando, colonnello Kurtz, è davvero quel pugno sullo stomaco che continuiamo a prenderci da giorni. Kurtz è impersonato dal presidente degli Stati Uniti.
Però Kurtz, quello vero, è meno cinico, più ragionevole. C’è un’altra frase che mi ha colpito e che racconta molto bene l’ipocrisia americana:
“Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente,
ma i loro comandanti non permettono loro di scrivere ‘cazzo’ sui loro aerei perché è osceno”.
Ecco: abbiamo addestrato a uccidere i bambini e le donne di Gaza perché sono danni collaterali, ma non permettiamo a nessuno di sfiorare i nostri figli, neppure di redarguirli. Perché è osceno.
Questo, a quanto pare, siamo diventati.
L’orrore. Quell’orrore ha un volto: quello di chi continua a gridare che uccidere è fare la cosa giusta, che per avere più libertà bisogna essere temuti. L’orrore. Questo siamo. E nient’altro.”