E’ una partita persa. Non capisco perché ci ostiniamo a continuare a pretendere regole e provare a giocarla. E’come Inter Maracalagonis, Milan Abbiategrasso, Roma Formia. Con tutto rispetto per le avversarie delle squadre titolate che ho nominato. Insomma, non si può vincere. Non c’è partita. Poi, loro, quelli di serie A,mettono in campo i titolari: i Ghedini, gli Alfano, gente che consoce a memoria gli schemi, mica le riserve di scapoli e ammogliati. E allora? Allora basta. Saviano dice che dobbiamo ribellarci. Saviano.
Bravo ragazzo. Anzi, bravissimo . Ma non è questo il punto. Il punto è un altro. Ogni giorno, ad ogni sorgere del sole ci sono attimi in cui dobbiamo riflettere e arrivare ad un’altra conclusione: noi non abbiamo le stesse armi. Non abbiamo le stesse possibilità. Non possiamo, neppure con tutto ciò che vorremmo interporre, né con i fatti e neppure con le parole fare niente. Inutile. Paradossalmente (e il ragionamento necessita di qualche spiegazione che cercherò di dare) sono d’accordo con Berlusconi: i giudici, molte volte sbagliano. Nella ricerca spasmodica della verità processuale si commettono errori, a volte grossolani, a volte infinitesimali che possono modificare l’esisto di un procedimento. E’ vero. Sto lavorando alla riedizione di un mio libro (la zona grigia, cronaca di un sequestro di persona) e ho avuto modo di intervistare, proprio in questi giorni un ex detenuto, completamente innocente che si è sciroppato 17 anni di carcere. Quella sentenza del 1982 da me analizzata è una sentenza sbagliata. Lo dicono in molti ormai. C’erano altre regole allora. Epperò quelle regole valevano per tutti. I giudici, quei signori disposti a ricercare la verità o a travisarla, sono gli stessi – gli stessi – che giudicano altre migliaia di cittadini nel corso della loro carriera professionale. Se sono talebani, se hanno la genìa modificata, se sono terroristi lo sono con tutti. E se qualcuno prova a dirgli in faccia certe cose si becca una denuncia. Ed invece questi strani esseri sembra che ce l’abbiano solo con chi ha milioni di euro per difendersi, che si può costruire le leggi come crede e può dire, quando si rende conto che la partita è persa: “Basta, ragazzi. Il pallone è mio e si va tutti a casa”. Proprio come quei bambini antipatici che riuscivano a rovinare i giochi e l’ingenuità dei nostri anni. Dei prepotenti ne è pieno il mondo. In Italia, ormai, la prepotenza abbonda in tutti i luoghi e in tutti i laghi (tanto per parafrasare la canzoncina ina ina che ha vinto l’ultimo festival di Sanremo tele votato dal popolo sovrano…..). Si parcheggia in modo disumano, in seconda, terza fila, tanto è solo un attimo. Si chiede il favore, l’aiutino per il figlio, per il nipote, per chiunque. Si va dal fabbro, dal falegname, dal dentista, dal cardiologo e si tratta sulla ricevuta e sullo sconto. Poi però, davanti alla giustizia si ragiona in maniera ondivaga: se qualcuno mi ha insultato merita l’ergastolo, se io non pago le tasse, non faccio la ricevuta che volete che sia? Ma questo è un paese serio? Certo. Lo è. E si merita questi governanti. Contrariamente a molte persone ritengo che l’Italia sia ben governata. Nel senso che la maggioranza di questo paese è il clone esatto di Berlusconi: sorridente, istrionico, un po’ guascone, maschilista quanto basta, una toccatina mica fa male (l’importante è non toccare la propria signora) non dobbiamo pagare tutte le tasse che è immorale, se non faccio la fattura ti faccio lo sconto, suvvia, mavalà.
Ecco perché non credo a Saviano quando urla adesso basta. Perché la maggioranza degli italiani è felice di vivere e sopravvivere senza regole. E, pur di continuare elegge persone che fondamentalmente disprezza ma che, sotto sotto approva. Perché chi ama questo genere di cose ha la mentalità del servo. Non conosce l’autorevolezza e la morale. Ama l’autorità e l’immoralità. Ama sognare di essere rapito da una escort e fuggire con lei nell’isola dei famosi mentre infuria una tempesta, salvato da Bertolaso e, infine, godere di molti massaggi. E la sera? Ballando con le stelle. Che diamine, cantando in sottofondo Italia amore mio……