La ferocia si riconosce nei gesti, nella derisione degli altri, nella consapevolezza dell’impunità. Questo penso del ministro israeliano della Sicurezza nazionale che, visitando gli attivisti della flottiglia fermati nel Mediterraneo orientale — e non a casa sua, per dire — li schernisce. Mani dietro la schiena, circondati dagli agenti dello Shin Bet come se fossero terroristi in grado di intaccare la forza infinita di Israele.
Davanti a persone inermi, il ministro della Sicurezza ha ben pensato di sventolare la bandiera israeliana ridendo: “Guardate come sono ridotti ora. Non eroi, ma sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli per lungo tempo nelle prigioni antiterrorismo”.
“Un livello infimo e incivile”, ha subito affermato il buon Mattarella, aggiungendo che quelle sono persone fermate illegalmente. Meloni e Tajani — quello per cui il diritto internazionale conta fino a un certo punto — hanno espresso, in una nota congiunta, giudicandolo “inaccettabile”, il loro dissenso per il trattamento riservato da Israele, e l’Italia ha chiesto scuse ufficiali. Anche il governo spagnolo — e su questo non c’erano dubbi — ha bollato il gesto come “mostruoso, indegno e disumano”, mentre Netanyahu ha laconicamente liquidato tutto come “un errore”.
Non so se sia ancora chiara una faccenda ormai sotto gli occhi di tutti: il diritto internazionale non solo non vale fino a un certo punto, ma viene calpestato da chi, ancora oggi, si fregia del titolo di “democratico”.
L’errore è questo, ma non solo. L’errore è uccidere i palestinesi in una guerra sporca e feroce. L’errore è aver sventolato una bandiera che, davvero, è macchiata di troppi errori. Bene avrebbe fatto il ministro della Sicurezza a sventolare bandiera bianca.
Guardate questa immagine e chiedetevi se quelli sono uomini.