Qualcuno mi chiede se domenica andrò a votare perle primarie e, soprattutto, per chi voterò. La prima domanda è lecita, posto che per una volta non sono stato lettore del PD (alle ultime elezioni, da candidato all’Italia dei Valori ho votato per il mio caro amico Patrizio Rovelli) ma per anni ho sempre votato da quelle parti (ammetto che il mio primissimo voto, nel lontano 1977 fu per i Radicali di Marco Pannella) passando da Democrazia Proletaria al Partito Comunista Italiano, Pds, Ds e anche un voto per Rifondazione. Insomma, potrei votare se qualcuno non me lo vieta (rammento che le regole del gioco sono legate ad affermare di essere un elettore PD e io, finora, PD non l’ho mai votato) e altrimenti pazienza, non sarà certamente il mio voto a determinare il futuro di un partito che vedo piuttosto complicato e, senza mezzi termini in questo momento non è il mio partito. Non mi rappresenta. E per spiegare il perché di questa “non rappresentanza attuale” devo necessariamente affrontare la seconda domanda: per chi voterei. Sicuramente non per Fransceschini per una serie di motivazioni variegate, ma che si condensano su un aggettivo per me lapalissiano: troppo democristiano. Ignazio Marino potrebbe essere quello che una volta poteva rappresentare l’area migliorista del PCI, ma non è riuscito ad entusiasmarmi anche se, devo ammettere, mi piace il suo impegno verso l’etica e la questione morale. Rimane Pierluigi Bersani che mi è piaciuto, a pelle, fin da quando era presidente della Regione Emilia Romagna e non era famosissimo nel circuito nazionale. Un vero organizzatore e, probabilmente, un vecchio comunista. Nel senso generale del termine. Quindi? Mi sa che per me, passato da un voto antico per i radicali (ero, in quel periodo, in aperto contrasto con la sezione del PCI di Alghero ….) a Democrazia Proletaria e infine approdato, per colpa di Enrico Berlinguer al PCI che, dentro questo PD non c’è posto. Non so, mi è sempre piaciuto mischiare i colori, ma solo nella pittura: in politica per me, il rosso è rosso e il nero è nero. Senza mezzi termini.
Morale: mettiamola in questo modo: Non andrò a votare perché non sono un elettore organico del PD. Sono sempre stato un po’ troppo a sinistra e un po’ troppo creativo per un partito troppo serio, troppo buono, troppo disponibile, troppo sbiadito e poco disposto a rifondarsi per davvero. Capisco i “chissenefrega” di tutti ma, come dire, ci tenevo a dire che, dopo queste piccole considerazioni, non andrò a votare per le primarie. Rimango fedele ad una mia idea della politica che, chi vuole, può rileggersi nell’archivio di questo sito. Per il resto, buon voto a tutti!