Se siamo gentili, onesti, attenti alle piccole cose, è probabile che anche i nostri figli imparino qualcosa dai nostri gesti. Così, se certi comportamenti si apprendono a scuola, diventerà più facile riproporli anche nella vita sociale di tutti i giorni.
Ciò che è accaduto dopo la partita tra Giappone e Olanda ai Mondiali di calcio è una notizia che, purtroppo, è passata quasi inosservata. I tifosi giapponesi, al di là del risultato sul campo (la partita si è conclusa con un bel pareggio), al termine dell’incontro si sono fermati per ripulire lo stadio. E lo fanno sempre. Hanno raccolto i loro rifiuti e li hanno sistemati in grandi sacchi di plastica, pronti per essere ritirati dagli addetti alle pulizie.
«È una questione di cultura e di rispetto per tutti: giocatori, tifosi e avversari», ha spiegato una spettatrice. I bambini – ed ecco l’insegnamento pedagogico che arriva dalla scuola – lo fanno ogni giorno nelle loro aule. E anche i giocatori della squadra, una volta terminata la partita, lasciano gli spogliatoi perfettamente puliti.
Sono rimasto, ovviamente, senza parole e, a dire il vero, mi sono anche un po’ vergognato pensando a quanti di noi lanciano bottiglie dal finestrino dell’auto, abbandonano sacchi della spazzatura ai bordi delle strade o non rispettano la raccolta differenziata.
Eppure basterebbe così poco. Basterebbe un piccolo gesto per dimostrare che le persone, quando hanno davanti esempi positivi, riescono a essere migliori.
Capisco che per noi trasformare lo stadio in un luogo di educazione civica possa sembrare un obiettivo complicato. Ma se cominciassimo dalle scuole?