L’acqua e il vento hanno vinto sugli uomini stolti e crudeli. Gente senza orizzonte, che non sa che il mare restituisce e accompagna, che il vento disegna le rotte e trasporta senza bisogno di nessun motore. Anche senza uomini.
È arrivata la Kasr-i Sadabat a toccare terra, senza Cristoforo Colombo. È giunta a sfiorare non la terra promessa, ma quella di uomini distrutti da una guerra inutile e crudele. L’ammiraglia della flottiglia, senza nessuno a bordo, ha compiuto il suo miracolo e si è arenata sulle spiagge di Gaza. Era carica di cibo, medicine e pannelli solari. Ha toccato la spiaggia di Al Mawasi.
Pareva il contorno di un sogno, la rivincita della speranza e della misericordia. Lo schiaffo sublime a Netanyahu e alla sua orribile guerra. Lo schiaffo deciso a un mondo inerte e silenzioso. È arrivata davanti a donne e uomini increduli, come un’arca salvata dalla tempesta. A dispetto degli uomini, a dispetto di chi continua, miserevolmente, a negare la vita e la dignità al popolo di Gaza.
È arrivata e, per rispondere al Presidente del Senato, con quelle provviste e quei pannelli solari ha salvato, per qualche giorno, una manciata di uomini. Pensate se cento, mille, diecimila flottiglie riuscissero, alla deriva, a toccare quelle spiagge.
Non puoi sparare alle navi, Netanyahu, non puoi sparare alla misericordia, alla bellezza, alla forza di un’idea. Non puoi.
Il mare, quel mare che tutto inghiotte e tutto restituisce, ha vinto. Sono il mare e il vento a raccontarci questa storia, che andrebbe cantata come se fosse un’impresa. Come se fosse leggenda.