Uscirà fra qualche giorno in tutte le librerie un libro scritto da Gianni Pinna e Caterina Perra, al quale ho contribuito con tre miei racconti e di cui ho curato la postfazione. Il titolo, lo dico subito, è bellissimo, anche perché è un urlo di speranza rivolto ai minori, alla giustizia riparativa e alla mediazione penale.
Per la prima volta viene pubblicato un testo che raccoglie le storie vissute in prima persona dai mediatori penali con i minori e le loro vittime. I racconti – un lunghissimo filo conduttore davvero emozionante – ci trasportano verso la possibilità che, attraverso le parole, si possa davvero cominciare un dialogo tra la vittima e il colpevole del reato.
Ci sono reati tutto sommato leggeri (il vilipendio alla bandiera da parte di tre ragazzi ubriachi, per esempio), ma c’è anche il bullismo, l’omicidio, la persecuzione. E c’è l’incontro tra due mondi apparentemente inconciliabili che provano, attraverso la mediazione, a sciogliere in modo diverso lo scoglio del reato, della pena, della condanna.
Caterina e Gianni sono stati due miei carissimi colleghi che hanno voluto scommettere sulla mediazione, e io con loro. Ero, e rimango, profondamente convinto che attraverso le parole si possano colorare le strade impervie della giustizia; loro mi hanno insegnato che anche nel deserto possono nascere i gigli.
È un libro terribilmente bello, importante, necessario. Lo presenteranno in giro per l’isola e io ne sarò davvero felice. La prima tappa sarà però a Torino, alla Fiera del Libro.
È un piccolo regalo che potete fare alla vostra voglia di capire e di scoprire. D’altronde, vedere un giglio nascere nel deserto della mediocrità non è cosa di tutti i giorni.