Ci sono atti che sono, per definizione, “odiosi”, e lo sono perché ledono la dignità degli altri. Combattere le religioni è tra i delitti più gravi. Distruggerne i simboli è vile e agghiacciante.
Un soldato israeliano si è divertito ad abbattere con una mazza una statua di Gesù crocifisso, nel villaggio cristiano di Debl, nel Libano meridionale, e già questa notizia è piuttosto incresciosa. Il fatto che poi qualcuno decida di pubblicarne l’immagine sul web è qualcosa di disprezzante sotto tutti i punti di vista.
Non c’è nessun Dio che voglia la guerra, non c’è nessun Dio al fianco dei criminali, di chi uccide bambini e donne, di chi distrugge ponti e costringe alla fame una popolazione. Deridere un’altra religione è l’atto più vile che un uomo possa compiere, e non bastano le scuse di Benjamin Netanyahu per colmare questa profonda ferita. Non bastano perché quel soldato è stato formato e armato dai signori delle guerre e dell’odio.
Quel soldato è la mano, non la mente. Ha insultato un mondo — quello cattolico — ma anche il suo, quello israeliano, perché nessun Dio distrugge, ordina morte e desolazione. Lasciate stare il credo di tutti, lasciate Dio da parte: nulla c’entra in questa devastazione delle anime. Lasciate Cristo sulla croce ad osservarvi mentre vi macchiate delle nefandezze più truci e inenarrabili.
Quel gesto è la peggiore risposta alla pace, al dialogo, alla mediazione. È simile a quello usato dai nazisti e dai comunisti che negavano la possibilità di pregare il proprio Dio. Lasciate le religioni e occupatevi della vostra meschinità.
Il mondo è diventato un grande ospedale dove voi siete i signori che alimentano il pronto soccorso e, soprattutto, uccidono i medici. Vergognatevi, non in nome di Dio o di Cristo. Vergognatevi come uomini.