TEMPIO. Sarà “Una storia sbagliata” il gran finale della rassegna”Faber suoni e parole cangianti”. Dopo tanta musica, reading, danza e la pirotecnica apertura del festival con il concerto della Pfm, le ultime note della rassegna deandreiana diretta da Sandro Fresi avranno un sapore letterario. “Una storia sbagliata” non è infatti solo il titolo di uno dei motivi più noti dello straordinario repertorio di Faber. Da tre anni a questa parte è anche il nome di un premio letterario, che è nato a Tempio grazie all’associazione culturale “Carta Dannata” e alla Libreria Max 88. Da quest’anno il concorso diventa parte integrante del palinsesto del festival. E lo diventa con la sua giovane e intrigante storia: centinaia di racconti brevi iscritti, una grande partecipazione di autori della Penisola, due interessanti raccolte date alle stampe dall’editore sassarese Mediando e l’interesse di alcuni scrittori di professione, come Giorgio Todde e Giampaolo Cassitta, che hanno presieduto le giurie delle due prime edizioni. edizioni. Intanto, martedì e mercoledì, il festival è entrato nel cuore delle manifestazioni. Ieri, l’appuntamento è stato al Teatro del Carmine, che ospiterà quest’oggi il concerto degli algheresi Humaniora e la premiazione del concorso. Insieme alla danza di Daniela Tamponi e alla voce ispirata di Elisa Carta si sono esibiti anche Paolo Mari e Fausto Billi, appassionati interpreti del repertorio deandreiano. Repertorio, durante la seconda giornata del festival, che è stato rivisitato in modi diversi, con punte di minore o maggiore originalità negli arrangiamenti. Il pubblico ha dimostrato ancora una volta di gradire la formula dei piccoli concerti itineranti, che è un pò il marchio di fabbrica dei festival deandreiani sostenuti dall’amministrazione comunale e che per i turisti sono una buona occasione per unire l’ascolto della musica alla visita della città, il cui centro storico è capace di sorprendere anche chi crede di conoscerla a menadito. Via del campo, Canzone dell’amore perduto, Un giudice, tutte le più note canzoni di De André sono risuonate in piazza San Pietro, palazzo Misorro, piazza S. Antonio, innescandosi come in un meccanismo ad orologeria. Per farle interpretare la direzione del festival si è affidata ai Malinda Mai e all’Elisa Carta Trio. Nello storico palazzotto dei Misorro Iskeliu e Alessandro Deiana hanno accompagnato Mauro Orrù, che ha letto il racconto deandreiano “Un destino ridicolo”. Piccolo tributo alla vena non solo musicale, ma anche letteraria di quel grande genio che fu De André, di cui il prossimo anno ricorrerà il decennale della morte.