Questa storia di partito dell’amore mi ha lasciato piuttosto perplesso. Non per la chiara demagogia, per il rifacimento di qualcosa di già visto, (Cicciolina e Moana, per intenderci) ma per la tristezza che l’operazione ha nel suo insieme. La materia e l’antimateria. Giocano così da sempre i ragazzi della libertà: grandi nomi, slogan e via andare. Se c’è il partito FORZA ITALIA, gli altri saranno, decisamente, meno italiani, CONTRO l’Italia (e Bossi, per esempio??? Non si à mai capito). Poi se c’è il PARTITO DELLA LIBERTA’ è chiaro che avrà contro il PARTITO REPRESSIONE o della depressione a seconda dei casi. IL PARTITO DELL’AMORE ha, dunque, la controparte nel PARTITO DELL’ODIO. Dobbiamo necessariamente scegliere perché è così che si fa nel mondo facile, patinato e fumettistico del signor B. Da noi non servono i contenuti, bastano le parole. E allora, pensando piuttosto lentamente, mi chiedo: ma le parole hanno un peso? E un senso? Partito della libertà, detto da Previti, Dell’Utri, Berlusconi è una proposizione di intenti, un manifesto politico piuttosto chiaro. Un bel programma, non c’è che dire.
E partito dell’amore? Beh il nome, in questo caso è limitato. Aggiungerei, se posso suggerire “a pagamento”. Si capirebbe molto di più.
Buon anno a tutti.