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La meritocrazia, questa sconosciuta (La Nuova Sardegna, 17 novembre 2018)

La meritocrazia, questa sconosciuta (La Nuova Sardegna, 17 novembre 2018)

La storia di Giorgio Pavan ci riporta indietro nel tempo, di quando si aveva il coraggio di ammettere che non si era portati per svolgere un certo mestiere, sistemare un qualcosa di rotto, risolvere quel determinato problema. Ci si scusava e si lasciava il campo a chi era più preparato. Il merito, a quei tempi, era tutto: non ci si improvvisava meccanici, idraulici e neppure giornalisti, scrittori o esperti di sociologia. Giorgio Pavan è un docente di musica. Ha un curriculum di tutto rispetto perché con il suo violino ha girato l’Europa con l’orchestra Cherubini diretta da Riccardo Muti ed è violinista al teatro La Fenice. Ad un certo punto ha scelto l’insegnamento perché, purtroppo, non si vive di sola musica. Decide di ritornare nella scuola dove aveva insegnato anche l’anno precedente, l’istituto medie inferiori Martini di Treviso. La supplenza annuale prevedeva il sostegno ad un’alunna autistica grave. Gli era stato assicurato che sarebbe stato affiancato da un collega ma anche lui era un musicista ed entrambi inesperti di disabilità. Giorgio Pavan ha rinunciato: «Non sono all’altezza. Rifiuto per il bene prima di tutto di questa ragazza». Il docente adesso non ha un lavoro. «Non avevo nessuna competenza» ha aggiunto e quando il preside dell’Istituto si è giustificato affermando che questa è la gavetta da fare in quanto «se non ci sono insegnanti specializzati non è colpa nostra», il maestro di violino ha ribattuto: «Non si fa la gavetta sulla pelle dei ragazzi. Mi è dispiaciuto rinunciare, ma era la scelta moralmente giusta».
Ho trovato in questa vicenda il condensato di tutte le discussioni di questi anni “liquidi”, di questo voler essere sempre presente a tutti i costi. Mi sono passati davanti tutti quelli che si appellano all’università della strada, convinti si possa sistemare una carrozzeria, cambiare uno spinterogeno guardando un tutorial su you-tube; quelli che pur non avendo mai letto un libro ritengono di conoscere come funziona l’economia e quali siano le soluzioni per risolvere i problemi delle varie crisi mondiali. Gente così, che naviga tra i post dei social e i cinguettii di alcuni che riescono ad essere convincenti, adatti alla situazione. Gente sicura che basta una cravatta per poter stare al tavolo giusto. Giorgio Pavan, il maestro di violino, ci ha raccontato invece un’altra verità che tutti sappiamo e conosciamo ma da sempre riusciamo a nascondere: non siamo preparati su tutto, non siamo medici, magistrati, avvocati, idraulici, muratori e non siamo neppure tutti suonatori di violino, insegnanti, giornalisti, scrittori. Possiamo provarci e riuscirci, ma per farlo occorre la giusta preparazione. Quanti sono quelli che oggi rinunciano ad un incarico dicendo semplicemente «Non ho la competenza?» Sono tempi in cui l’improvvisazione è divenuta motivo di vanto e non, come dovrebbe essere, di vergogna. Abbiamo un tasso di laureati tra i più bassi in Europa eppure, a leggere le opinioni sui vari social, sembriamo tutti esperti in vaccini, sismologia, geofisica, geologia. Ogni giorno c’è qualcuno che ha una soluzione ai vari problemi e, chiaramente, messo alla prova, non riesce a risolvere neppure il più semplice dei dilemmi. Anche in politica, nei tempi andati, c’erano i partiti che formavano i propri quadri in vere e proprie scuole dove si studiava il diritto, l’economia, l’etica. Certo, erano sicuramente di parte, ma da quelle scuole venivano fuori dei veri e propri professionisti nell’approccio sistemico ai macro-problemi. Oggi, invece, basta davvero poco per poter essere esperti di qualcosa e proporsi per qualche incarico. Giorgio Pavan, maestro di violino, ci ha insegnato che seguire un disabile in una scuola media non è un gioco, non basta “la gavetta” e non serve, purtroppo, la bellissima musica che emette il suo violino. Non basta solo l’empatia e la motivazione, occorre conoscere le tecniche, occorre apprendere le procedure, occorre essere preparati. Come dovrebbe essere per ogni mestiere, governo di un paese compreso.

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