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Il vaccino, la scienza e le percentuali (La Nuova Sardegna, 3 agosto 2017)

Il vaccino, la scienza e le percentuali (La Nuova Sardegna, 3 agosto 2017)

Molti sostengono che nei casi di vaccino esistono delle controindicazioni e non esiste l’assoluta certezza che quel vaccino potrà funzionare su tutti e quindi, anche se esiste il rischio di un caso su un milione, non possiamo obbligare le persone a vaccinarsi. Mi ha colpito moltissimo questo modo di ragionare, mi ha colpito perché se provassimo a vedere tutto in termini di assoluta certezza diventerebbe davvero molto difficile muoversi tra le strade della vita quotidiana.  Probabilmente esiste la possibilità, magari un caso su un milione, che utilizzando il telefono cellulare si possa rimanere fulminati o contrarre un tumore. Eppure tutti continuiamo ad utilizzare il telefonino. Quando salgo in un aereo so per certo che l’equipaggio è tra i più preparati e sicuramente non devo avere paura. Le cadute degli aerei non sono frequenti.  Eppure è possibile che si possa essere vittima di un incidente, nessuna compagnia metterà mai per iscritto che i loro aerei non cadranno mai. Ma nessuno di noi si sogna di non prendere quel mezzo veloce per raggiungere i luoghi lontani.  Sulle strade del mondo ci sono centinaia di incidenti tutti giorni. Il dato di mortalità in questo caso è altissimo, eppure noi continuiamo a utilizzare quel mezzo che produce anche morte. Dico questo perché vedo che molti, invece, sono diventati di colpo perfetti professionisti per quanto riguarda i vaccini. Ci sono in giro medici provetti senza nessuna laurea o specializzazione, persone che sono disposte a spiegarti fino alla nausea quanto è importante stare molto attenti quando si vaccinano i bambini, perché un caso su un milione può portare alla morte e quel caso chiaramente potrebbe essere tuo figlio. Da piccolo pur essendo curiosissimo non amavo la matematica e la fisica; ero portato per le materie umanistiche. Mi incuriosivano più le alchimie delle parole che non quelle delle formule. Ho però capito, fin da piccolo, che ci sarebbe stato qualcuno che si sarebbe occupato – e per fortuna –  di quelle cose che non amavo e, viceversa, io mi sarei occupato d’altro. Molti miei amici, infatti, sono diventati medici, alcuni chimici, matematici, altri hanno intrapreso una carriera all’interno della banca. Insomma, non tutti possiamo sapere tutto e non necessariamente il sapere sempre tutto è fondamentale. Viviamo all’interno di un vortice di notizie che vengono diffuse ogni attimo da tutte le parti. Non esistono più le news, non aspettiamo più l’apertura delle edicole per acquistare il quotidiano. Basta un giro in un social network, oppure entrare in una chat o in una mailing list e le notizie arrivano a valanga. Ma sono certificate? Sono quelle giuste?

Se provassimo a scrivere su un motore di ricerca la parola vaccino la risposta è incredibile: 3.880.000 risultati. Dovendo leggere tutto non basterebbe una vita.  Che cosa facciamo allora? Proviamo a navigare tra qualche sito, leggere qualche articolo che riteniamo autorevole, ma è difficile capire qual è la verità, come ci dobbiamo comportare davanti ad un problema come questo. La cosa più semplice sarebbe quella di cominciare a fidarsi delle persone che sono esperte in materia: i nostri medici non sono degli stregoni che ci raccontano storie, ma sono persone che hanno studiato seriamente, hanno sostenuto esami e sono convinti che la medicina possa dare ottimi risultati. Ne sono convinto anch’io pur non essendo medico, proprio perché dei medici mi fido, come mi fido del comandante dell’aereo, del capotreno, dell’astronauta, mi fido dei carabinieri, della polizia, mi fido delle istituzioni. Lo faccio perché sono convinto che dall’altra parte ci siano persone pronte e preparate, professionalmente capaci e adatte a risolvere problemi che io, per formazione professionale, sicuramente non riuscirei. Quando sono in aereo e una hostess mi dice di allacciare la cintura perché c’è un pericolo imminente lo faccio; se vi rifiutaste sareste peraltro accompagnati – e giustamente – alla porta. Nello stesso modo in un paese democratico possiamo anche non essere d’accordo con qualche regola, possiamo anche storcere il naso ritenendo quella norma forse troppo restrittiva per la nostra libertà, però quella norma è la sintesi di una discussione, di una decisione presa a maggioranza e diventa la regola di tutti. Pensate: il vaccino obbligatorio salva le vite dei nostri figli ma una volta su un milione potrebbe anche uccidere. Sarebbe bellissimo che in tutte le attività che vengono svolte tutti i giorni del mondo  il rischio che accada qualcosa di orribile  sia solo uno ogni milione di casi. Ci troveremmo davanti ad un mondo bellissimo.

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