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a sinistra. dalla parte del cuore

a sinistra. dalla parte del cuore

Sono sempre stato da una parte
Quella sbagliata per molti e quella giusta per me.
Dalla parte degli ingiusti o dei poco giusti o di quelli che si rallegrano per un sorriso anche se non hanno denti e che hanno la capacità di concedere sempre tutto senza pretendere niente
Sono sempre stato da una parte
Quella in salita perché ho sempre immaginato, da grande di potermi riposare e o aspettato la cima
Per poi riscendere. E’ una montagna più alta dell’Everest questa dove sono incappato.
Sono sempre stato da una parte
Quella di sotto perché sotto ci sono nato e ho amato e son riuscito a guardare il mondo dalla parte delle radici, perché dal Sud arriviamo piano, ma arriviamo, perché amiamo i colori forti e non li mischiamo, perché il sud ha il calore di una vita e non è la semplice espressione di un momento. Questo siamo e non dobbiamo nasconderlo. Piccoli e dolcissimi figli del sud.
Sono sempre stato da una parte
Quella di lato a tutti i rumori forti, a tutti i sorrisi di plastica che nelle latitudini rotonde si incontrano, quel lato destro del cuore che pulsa di profumo firmato, di lacca vaporosa, di abiti di seta e di divani di pezza. Quel lato oscuro che riempie le sere di tutti gli uomini per bene, quelli che mandano sms pe la ricerca sul cancro e fumano sigarilli costosissimi, quelli che inviano due sms per Haiti e sperano che per il prossimo anno si possa riaprire il resort, altrimenti pazienza: Santo Domingo.
Sono sempre stato da una parte
Quella della testa.
Ho sempre cercato l’amicizia nelle parole e nei gesti e non negli eventi, ho cercato l’amore negli anfratti di un abbraccio contemplativo e non nelle foto patinate di un istant book.
Sono sempre stato da una parte
Quella nascosta. Perché è nelle piccole storie che c’è la felicità. Perché ho sempre guardato con curiosità a tutto ciò che non sapevo, non conoscevo e non ho mai creduto a chi mi voleva raccontare la sua verità. L’ho sempre confrontata.
Sono sempre stato da una parte.
Quella diversa. Perché non ho mai amato chi è paladino della certezza, della giustizia vera, delle risposte certe, non ho mai amato chi divide il mondo in bianchi o neri, gialli e indiani, non ho mai amato chi sceglie di escludere gli omosessuali, o i down, o i matti, o i detenuti. Mi è sempre piaciuto considerare diversità la normalità e tutto questo mi ha arricchito.
Sono sempre stato da una parte: a sinistra. Dalla parte del cuore. E non mi sono mai mosso.

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