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L'italiano e Balotelli (La Nuova Sardegna, 9/11/2019)

L’italiano e Balotelli (La Nuova Sardegna, 9/11/2019)

Quel pallone gli è passato vicino e lui ha deciso che non poteva rotolare più in campo: così, con un gesto atletico inusuale, lo ha scagliato con molta rabbia verso la curva dei tifosi rivali. Una ribellione, uno schiaffo, un urlo verso chi continua a non capire.
Se c’è un ragazzo che incarna l’italianità questo è Mario Balotelli. Istrione, gigionesco, un po’ mammone, capriccioso, genio e sregolatezza, un pizzico di follia, qualche etto di spavalderia, una faccia da spaccone ed un sorriso incontenibile. Non la pensa così Luca Castellini, uno dei capi ultrà del Verona calcio, uno che inneggia a Hitler e Rudolph Hess ed esponente di Forza Nuova che rappresenta – per fortuna – lo zero virgola di questo paese.
Eppure, questo strano italiano, apparentemente duro e puro, ha dichiarato ad una radio locale  vernonese che: “Balotelli è italiano perché ha la cittadinanza italiana ma non potrà essere del tutto italiano.”
Il concetto va rivisitato nei confronti di Castellini e di quelli che la pensano – parolona – come lui: Castellini è italiano perché ha genitori italiani ma non dimostra di poter essere considerato cittadino di questo paese. Il calcio, in Italia, è la metafora della vita. Tutto ciò che accade in quel prato verde dove i famosi ventidue giovani inseguono un pallone è teatro di discussione, di prese di posizione a volte simpatiche e a volte, purtroppo violente.
Gli stadi rappresentano le piazze, quelle dove la pancia della gente sfoga i propri istinti. Non sempre è così e, soprattutto, non deve e non può essere così.
“Ci sono problemi a dire la parola negro?, si chiede ancora Castellini?” Si, ci sono problemi e moltissimi. Se non si capisce quanto sia piccolo l’essere che ragiona in questo modo non possiamo reputarci un paese civile. Se continuiamo a minimizzare a dire che, in fondo, erano solo dei cori simpatici, abbiamo un problema, grande come uno stadio che rappresenta il paese. Se non riusciamo a comprendere che Mario Balotelli è un italiano, pensa in italiano, ragiona come un italiano, si esprime addirittura in bresciano, ha sempre vissuto in Italia, ha giocato nella Nazionale italiana e, soprattutto, si sente italianissimo abbiamo davvero un grande problema etico con il quale dobbiamo confrontarci.
Non basta nascere in Italia per essere italiani e non basta urlare a quattro venti: “sono italiano, sono cristiano, sono un uomo, sono un padre” se non capiamo che queste parole le può tranquillamente dire anche Mario Balotelli italiano tra molti “poco italiani”. Tra l’altro, ma non cambia l’ordine del discorso, non tutti gli italiani sono “cristiani” e quelli che lo urlano difficilmente lo dimostrano nei fatti. Continuando di questo passo dovremmo eseguire dei test a chi dice di essere italiano, a colui che afferma di essere per esempio un padre:  è una condizione naturale legata alla nascita di un figlio, ma quanto sei padre davvero?
E Castellini, può davvero arrogarsi il diritto di annunciare urbi et orbi di essere un uomo? O, come afferma Mario Balotelli: “persone così vanno radiate dalla società, non dal calcio”, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno,  di essere prima uomo che italiano. Liliana Segre ha subito chiosato: “Ancora guardano i colori delle persone?” Certo, Senatrice Segre. Siamo ancora a questo punto e lei, chiaramente, lo sa benissimo. Sa che camminano sul suolo italico persone convinte di avere il diritto di calpestarlo solo perché per caso ci sono nate, ci sono persone che continuano a distinguere in base al colore della pelle, della religione, del ceto.
Le stesse persone che urlano contro Mario Balotelli pensano che per i napoletani – italianissimi – ci dovrebbe pensare il Vesuvio e per i siciliani – isolani, ma italiani anch’essi – l’Etna. C’è gente, per dirla con Salvatore Satta, “che sta al mondo solo perché c’è posto” e si arroga il diritto di dispensare patenti agli altri.
Il processo culturale  e sociale non si può fermare e finiamola con inzuppare il veleno su questo argomento: Mario Balotelli è, davvero, più italiano di me e più uomo di tanti altri.

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