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La poesia di

La poesia di “quelli che restano” (sardegnablogger, 30 settembre 2018)

Passano le parole con poca musica e, sinceramente  ne sentivamo la necessità quasi fisica di una canzone che non fosse l’ennesimo rap urlato e parlato, sentivamo la necessità di parole che camminassero sull’onda emotiva, quella alta, quella quasi inarrivabile che solo alcuni cantori riescono a produrre. Ci voleva un principe e una regina a raccontare questa bellissima storia. Come nelle favole e, proprio come nelle favole il principe è accattivante e la regina dolcissima.
Provate ad ascoltare “quelli che retano” preludio all’album di Elisa e che, in questa occasione ospita una voce ritrovata: quella del principe Francesco De Gregori. Rimarrete sconvolti dalla potenza e dalla bellezza che ha questo brano con una musica essenziale e dove l’armonia la dettano le parole.
In un panorama piatto, dove i testi parlano solo di mare, amore, ballare, dove tutti strizzano l’occhio alle canzoni latine, al ritornello invadente e stupido, una canzone del genere si erge a piccolo capolavoro.
Sono quelle cose che capitano di tanto in tanto, come a De Gregori capitò per la Donna cannone o per la leva calcistica della classe 68.
Sono mondi che si sottraggono alle mode, sono atti coraggiosi che solo i grandi artisti riescono a fare.
Elisa è maturata moltissimo nel corso degli anni e la sua spiritualità si è unita alla ritrovata vena canora di Francesco De Gregori che riesce, in questo frangente, ad essere un grandissimo interprete.
La canzone non è molto radiofonica, non insegue le mode, è molto lunga e si ritaglia pezzi altissimi.
Uno per tutti: “Siamo quelli che guardano una precisa stella in mezzo a milioni , quelli che di notte luci spente e finestre chiuse non se ne vanno da sotto i portoni”.
C’era necessità di queste parole nella musica italiana.
Sarà una canzone “che resterà”.

 

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