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La bellezza della geografia

La bellezza della geografia

Delle scuole medie inferiori ho un bellissimo ricordo. Perché ero un ragazzino, perché potevo portare a scuola i pantaloni corti (anche d’inverno, ma ad Alghero non c’era tanto freddo e per me erano un simbolo di libertà) e perché potevo mangiare la grandissima “pesca” , ovvero la pasta tutta rossa e grossa del buon forno Serra. Avevo come professore di Italiano, storia e geografia un signore d’altri tempi, con voce cavernosa e occhi dolcissimi. Si chiamava Lorenzo Chessa e lui ci diceva di non chiamarlo Professore ma, semplicemente Tiu Larentu, zio Lorenzo. Ed era un grande affabulatore come pochi. Raccontava la storia accompagnandola da aneddoti divertenti, a volte sublimi e concludeva, per darci l’idea della verità nel suo narrare, con una locuzione che ancora oggi, a volte, per sorridere continuo ad usare anche io: “Questo è, mì!”. Tiu Larentu aveva anche un altro amore: la geografia. Da lui ho imparato, per esempio, come leggere una carta geografica, come districarsi tra fiumi, laghi, capoluoghi di provincia, di regione, capitali Europee e, per ogni luogo lui ci narrava una storia. Era innamorato dell’Albania e dei suoi canti. Diceva sempre che gli albanesi erano persone semplici e tristi. Non divideva il mondo in russi e americani. Mai. Ma tentava di farci capire perché il mondo era diviso in blocchi e lo faceva raccontandoci la storia e la mischiava con la geografia: “Questo è, mì!”

Oggi, sento che hanno deciso di uccidere anche Tiu Larentu (che, probabilmente è già morto in maniera naturale, ma lo saluto e lo abbraccio comunque e lo ringrazio) e la geografia. Dicono che ormai abbiamo tutti il satellitare e altre diavolerie e la geografia diventata una materia inutile. Bene. Sa modernidade che, a volte, compie delitti osceni, stavolta si è macchiata di un peccato terribile: ha ucciso la fantasia. Gli alunni non sapranno quale è la capitale della Repubblica Ceka (ai miei tempi Cecloslovacchia) né dove si trova Auschwitz (In Germania, in Polonia?) non ricorderanno il lago di Como, la reggia di Caserta e la piana degli albanesi. Ma potranno digitare il luogo sul satellitare. Quando sbaglieranno rotta nessun problema: il satellitare dirà loro, con voce metallica: ricalcolo, ricalcolo. Ma saranno più tristi. Questo è mì!

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