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E vissero felici e selfati - (Sardegnablogger 1 settembre 2018)

E vissero felici e selfati – (Sardegnablogger 1 settembre 2018)

Sarò all’antica, nonostante abbia  una buona frequenza su qualche social,  ma questo evento del matrimonio Ferragni-Fedez non l’ho capito. Non ho capito perché questa ragazza, tutto sommato carina, tutto sommato pulitina, tutto sommato simpatica, tutto sommato normale, abbia 14 milioni di follower, ovvero di persone che la seguono su Instagram e non ho capito perché lui, rapper tutto sommato bravino, tutto sommato simpatico, tutto sommato normale (a parte la pelle completamente tatuata) debba essere seguito da 6 milioni di follower.
Perché? Che cosa ci raccontano questi due ragazzi tutto sommato normali? Che cosa porta 20 milioni di persone (che sono tre volte i voti della Lega, per dire) a seguire le evoluzioni di due persone che postano fotografie in un social?
Ho letto oggi l’articolo su un quotidiano e ho così scoperto che oggi  i due ragazzi convolano a nozze a Noto, città barocca e super blindata per l’evento. Ho scoperto che ci sono delle aziende disposte a pagare e affidare un prodotto alle attenzioni e alle immagini della cosiddetta influencer. Se ho capito bene: la ragazza si beve una coca cola e i 16 milioni di follower escono dalla propria casa e corrono ai supermercati o al bar per ordinare la bibita americana. Oppure lui indossa un cappello particolare di una certa marca e tutti acquisteranno quel cappello (tutti proprio no, però qualcosa la muove). Pare che ogni post su Instagram dei due piccioncini valga circa 90 mila dollari a botta e considerando che per il matrimonio saranno inseriti circa 200 scatti, solo il giorno del matrimonio i due ragazzi si porterebbero a casa circa 20 milioni di dollari. In un solo giorno. Senza aver fatto assolutamente nulla.
Per ogni foto su Instagram la Ferragni solitamente raggiunge 400 mila like. Un’enormità.
Sarò all’antica, però quando leggevo, negli anni ottanta che “il nome della rosa” di Umberto Eco aveva venduto oltre 400.000 copie ero felice  e commosso per Eco, per il suo libro e per la sua fatica. Oggi, una foto di Eco, di Camilleri, di Roth o di Dostoevskij varrà, al massimo, 1000 like. Non ho capito dove abbiamo sbagliato.

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