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Dio, patria e Risiko

Dio, patria e Risiko

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Dopo il Venezuela discuteremo di Cuba e la Groenlandia ci serve assolutamente. Ho ascoltato, in silenzio. Ho riflettuto, ho provato a unire i puntini e ho capito che, in realtà, Donald Trump ha un obiettivo e, forse, l’ho capito: conquistare Nord America, Africa e un terzo territorio a sua scelta.

Con i suoi carretti neri si sta spostando velocemente sul tabellone e, partendo dall’Alaska (che è sua), arriverà alla Groenlandia, poi nei Territori del Nord-Ovest e in Quebec. In Sud America mancano Argentina, Brasile e Perù e sull’Africa ci sta lavorando.

Insomma, non avevo capito che Donald è un discreto giocatore di Risiko e noi che ci eravamo meravigliati. Mi sono distratto un attimo e, per colpa della Kamchatka, sono stato battuto. Ho sempre usato i carretti rossi e avevo una mia strategia: ero un attendista e ai dadi non ero troppo fortunato.

Guardo Trump e dico: cazzo, è un bravissimo giocatore di Risiko. Perché, in fondo, Risiko è un gioco semplice: se prendi il Venezuela conquisti il Brasile e arrivi subito in Africa. Se prendi la Groenlandia puoi andare in Europa, tanto quelli dormono e, al massimo, dicono che è un’invasione legittima.

Come quella della Russia in Ucraina o di Israele a Gaza. O no? Io credevo che fosse tutto vero, per fortuna è solo un gioco: Dio, patria e Risiko. Divertitevi.