Il signor Vittorio Emanuele di Savoia non ha un buon concetto dei sardi. Forse non l'ho ha mai avuto. Come non ha un buon concetto dei comunisti. E questo è più comprensibile. Nelle intercettazioni telefoniche (brutta usanza quello di mettere in piazza tutto e tutti) vengono pubblicate anche alcune considerazioni sui sardi che "puzzano" e sulla giornalista Sgrena che, secondo il signor Di Savoia, è una che non meritava di essere salvata.
Una volta si diceva "noblesse obblige". oggi viene un pò difficile considerare questo anziano e attempato signore, un galantuomo. Suvvia, i sardi, probabilmente "puzzano" ma, sicuramente non di soldi.
Era da troppo tempo che mancava dall'Italia e, probabilmente gli era rimasto un ricordo "arcaico" dell'isola e di chi la vive. Ricordo (ma era il 1976) che dei ragazzi di Torino, in gita scolastica a Rimini, ci chiesero a noi, sardi in continente come loro in gita, come mai non usassimo il tipico costume con i "gambali".
Ecco, il signor Di Savoia si è bloccato da quelle parti. Per quanto ci riguarda (credo che i sardi di oggi, condivdano, rispetto ai sardi di ieri che, al referendum per la Repubblica votarono ahimè, per la monarchia...) poteva continuare a vivere tranquillamente in Svizzera, pensare che i sardi (molti di loro morti al grido di "avanti Savoia") puzzassero e che fossero ancora dei nostalgici monarchici.
Signor Di Savoia, mi dispiace. Non è più così e la sua storia, ci permetta di ricordalro, è molto triste. Regalmente triste.









