Al centro del viaggio di Moro - 25 maggio 2006 di Giabernardo Piroddi
. "La giustizia non ha fantasia. Non vola alto, è scevra di colori. E' triste. Il nostro, tutto sommato, è un mestiere malinconico, mesto. E' un mestiere inzuppato di malinconia".
Considerazioni di un Procuratore vis-à-vis col magistrato di sorveglianza Claudio Marceddu.
Il Marceddu esercita questo mesto mestiere nel libro Il giorno di Moro (fratelli frilli editori pp. 372, euro 12.50) di Giampaolo Cassitta, funzionario del Ministero della Giustizia con due romanzi sul groppone (Asinara, il rumore del silenzio e Supercarcere Asinara), un saggio su un sequestro di persona anomalo (La zona grigia) un bacino di scrittura chiaramente circoscritto. Se il Cassitta concordi o meno con l'idea di giustizia del sopracitato procuratore lo si saprà oggi alle 18 nei giardini della Facoltà di lettere in via Roma a Sassari, dove lo scrittore presenterà il suo ultimo libro insieme a Sotera Fornaro, in un incontro promosso dalla libreria Koinè. Ne Il giorno di Moro alcune convergenze conflusicono il 9 maggio 1978, a Roma in via Caetani: in via Caetani le brigate rosse consegnano al p'aese il corpo dell'onorevole democristiano, mentre a San Paolo fuori le mura avviene un duplice omicidio. Un ristoratore sardo è condannato all'ergastolo con l'accusa di aver massacrato moglie e figlia. Una prova non è mai stata analizzata. Di più non si può dire. Cassitta scrive di giustizia utilizzando la più sfacciata paratassi: periodi brevi, punto fermo, iosa di "a capo". Un prologo e un epilogo con in mezzo 37 capitoli, indicati solo col numero, tutti introdotti da versi pertinenti di. De Gregori, Guccini, Fortis, incursioni nel progressive italiano (Le orme), Battisti, Mannoia, PFM, Intillimani ed altri.
Un libro pure ascoltabile per chi ha memoria e intelletto musicali, da leggere col sottofondo di Private investigation dei citati Dire Straits; stando un pò sbracati, alla Bukowski (se non altro per lessico e bevande): "La mia giornata rovinata dalle telefonate: da mia madre ea Elena con in mezzo Angela fianchi stretti e senza tette. Merda. Altra birra? Altra birra."
Un pò di poesia non guasta: "Lei indossava una sottile camicetta scollata, gialla, con i fiorellini blu e un frammento di piccola allegria che modellava il suo seno dolce".
Unico neo (sul seno): a pagina 317, la paternità di message in a bottle è attribuita ai Genesis. Orrore. E' dei Police. Da emendare nella prossima ristampa.