Home > vecchio blog > quattro giorni dopo le elezioni

quattro giorni dopo le elezioni

Come formiche che, dal  loro piccolo, ripartono.
 
Partiamo da lontano. Negli anni 90 c’era uno sceneggiato televisivo (mi piace molto più dell’odiata “fiction” ) molto famoso e indimenticabile: “La Piovra” e il grande Commissario Cattani. C’era, nell’intreccio della storia, un rapporto molto forte tra il Commissario e il Giudice, la Dr.ssa Silvia Conti, se non ricordo male interpretata dalla bravissima Patricia Millardet, rapporto inizialmente molto professionale e, nel corso delle puntate, l’intreccio diventava molto più intimo. Insomma, i due si piacevano. Poco male. Faceva parte del racconto ben canalizzato e ben costruito. La Dr.ssa Conti aveva però un marito, un marito che era uno studioso, un grande studioso. E osservava, soprattutto,   le formiche. La loro vita, il loro modo di lavorare, il loro modo di procurarsi il cibo, di essere gruppo. Il marito del giudice era stato eletto in Parlamento e, un giorno,  prese posizione per qualcosa su cui non era d’accordo a proposito della mafia e  da quell’opposizione comincia ad essere isolato per essere poi ucciso. La moglie, prima del suo assassinio e vedendo il marito minacciato, sebbene poi fosse ormai innamorata di Cattani, provava un senso di tenerezza immensa. Ricordo di quelle scene una frase, all’interno di un contesto legata al rapporto ormai perduto tra il giudice e lo scienziato: “Tu non sei fatto per queste cose, tu sei bravo con le tue formiche. Tu non riesci ad essere cattivo. E dentro la politica ci vuole la giusta cattiveria. Perché non ritorni alle tue formiche?”.
Bene, racconto tutto questo perché mi piaceva lo sceneggiato, mi piaceva Cattani e la giudice Conti, mi piaceva quel loro “crederci” e quel loro battere senza levare, sempre dentro una fantasmagorica trincea. Era un film, una storia, non era realtà. Lo so bene. Però è bella la figura del senatore che studia le formiche e che non è adatto per la “politica”. Ecco, dopo questi giorni di campagna elettorale e dopo i risultati – pessimi, per me e per Soru e per la coalizione,  ma non per l’italia dei Valori, per fortuna – ho come la sensazione di aver sbagliato tutto, di non essere all’altezza dell’habitus politico, di dover rientrare dentro la mia vita,  tornare alle mie piccole storia, di dover studiare metaforicamente le formiche. Che, al contrario delle lucciole di pasoliniana memoria,   non sono scomparse ma rendono amletico il cammino di chi, come me,  aveva sperato in altre cose. Siccome non sono un politico non mi sono chiesto “dove abbiamo sbagliato” piuttosto ho provato con un’altra semplice analisi: “Ma siamo sicuri di essere dalla parte della ragione? Dalla parte giusta?”. Perché tra Soru e Cappellacci e quindi tra i programmi di Soru e Cappellacci ci sono quasi deici punti di differenza? Perché il 60% ha scelto un programma che ricercava un consenso semplice, di impatto e populista? Rispondere a questa domanda è un po’ come chiedersi perché i film di Vanzina vengono visti da  molti spettatori, perché imperversa il grande fratello e perché pochissimi, in Italia,   conoscono Orhan Pamuk. Ma non so, davvero, per me osservatore di formiche, cosa sia giusto e cosa sbagliato, cosa dovremmo fare e se davvero dobbiamo fare qualcosa. Ho deciso quindi di non chiudere questo piccolo rapporto epistolare tra me e molti di voi. Ho deciso di continuare a scrivere sul mio blog (seppure non quotidianamente) delle nostre scelte e del nostro impegno. Del nostro battere senza levare. Perché nessuno delle persone che mi ha votato può permettersi di sentirsi abbandonata. Ringrazio quelli che hanno messo il mio cognome sulla scheda elettorale e hanno mantenuto il loro impegno. Ringrazio anche tutti quelli che avevano promesso di farlo e poi, in realtà,  non l’hanno fatto. E’ un po’ come parlar male dei film di Boldi ma poi, quasi di nascosto, noleggiare la pellicola per guardarsela comodamente a casa propria. Mi piace tutto questo, fa parte della vita e fa parte delle scelte politiche. Ho sempre detto che la politica siamo tutti noi e quindi, dentro questo grande formicaio della vita ci siamo tutti. Cappellacci e Berlusconi compresi. Non dobbiamo demonizzarli, ma opporci alle loro storie direi di si. Come formiche che dal loro piccolo ripartono.
commenti (12)

libri pubblicati

libri pubblicati - il sito di Giampaolo Cassitta

libri pubblicati - il sito di Giampaolo Cassitta

supercarcere Asinara. 2002 - 2005 - quattro edizioni - 1 edizione tascabile

libri pubblicati - il sito di Giampaolo Cassitta

La zona grigia. Cronaca di un sequestro di persona avvenuto in Sardegna nel 1978. Uno sconcertante sequestro.

libri pubblicati - il sito di Giampaolo Cassitta

Il libro più amato. Un delitto che accade a Roma lo stesso giorno dell'omicidio di Aldo Moro. E i ricordi cominciano a riffiorare. Un noir cupo dentro gli anni 70.

libri pubblicati - il sito di Giampaolo Cassitta

Una stagione afosa. La strage di Bologna. L'esplosione in volo del DC9 su Ustica. Il treno Italicus. L'amore tra un magistrato e una terrorista. La ricerca impossibile di una verità che ne racchiude altre mille. Un romanzo sul nostro recente passato e sul fosco presente. Ritorna Claudio Marceddu con nuove sconvolgenti verità

il sito di Giampaolo Cassitta

viene a trovarmi su facebook e condividi la mia amicizia

il sito di Giampaolo Cassitta

il sito di Giampaolo Cassitta

il sito degli humaniora

il sito di Giampaolo Cassitta

Il sito e il suo autore aderiscono al gruppo "Nessuno tocchi Saviano

il sito di Giampaolo Cassitta

il progetto avazni di galera della cooperativa apriti sesamo

il sito di Giampaolo Cassitta

l'elogio del mangiare piano, a passi tardi e lenti .

il sito di Giampaolo Cassitta

vai sul sito di galeghiotto. Prodotti nelle colonie penali della Sardegna