Ci sarebbero molte notizie da commentare. E ci sarebbero molte storie da narrare. Per esempio, il no di Cappellacci al confronto in tv con Soru che suona decisamente curioso. Ma come, il figlioccio del buon Berlusconi che ha teme un confronto mediatico? Non erano loro quelli del marketing, dell’apparire sempre e comunque, dell’essere presenti raccontare l’Italia del buon governo e l’Italia del fare? Mi dispiace, ma chi si sottrae ad un confronto dialettico, dentro una campagna elettorale, ha sempre torto. E ve lo dice uno che ha il terrore di queste cose, che non saprebbe come affrontare questa arena. Ma ci andrebbe. Decisamente, perché se hai deciso di entrare dentro l’arena , la vita la giochi. Con tutte le paure e l’adrenalina che ti accompagna. La giochi. Perché sei solo. Sei tu e il toro.
Altra notizia, passata quasi in sordina, è che il presidente Soru fu diffamato da Pili, Oppi, La Spisa, Diana Cappai e Onida che compariranno davanti al Gup il 13 marzo 2009 per diffamazione. Questi signori pare che, attraverso un dossier chiamato “pubbliche vistùe vizi privati, il caso Sardegna” avessero raccontato di abusi edilizi che il Presidente Soru avrebbe effettuato e che non risulterebbero veri. Dopo le elezioni sapremo un pezzo di verità. La cosa che voglio evidenziare è che, se fosse capitata alla controparte, i media avrebbero starnazzato in modo diverso.
Ci sarebbero poi altre storie da prendere in considerazione. Che fanno parte, però di un altro ombelico e che riguarderebbe l’Italia, l’Europa, il mondo. Passano i giorni e ancora non sono riuscito a focalizzare alcune cose: che peso ha la Sardegna dentro l’universo mondo? E’ una domanda contorta che porterebbe a diverse soluzioni. Io, a questa domanda, sinceramente non so rispondere. Penso, sommessamente che questa mia terra riarsa, calpestata di troppi conquistatori, non debba avere il posto in prima fila, ma, in ogni caso, non può essere assolutamente dimenticata. Non sopporto quelle persone che vogliono usare la mia terra. Non l’ho mai sopportato. Ho sempre combattuto per mantenere la schiena dritta e non posso cambiare idea proprio oggi. Qualcuno mi ha suggerito che il gioco si fa duro e che, quindi, solo i duri possono giocare. Bene. Il mio gioco è far vincere Soru, l’obiettivo principale è questo. Diventare consigliere regionale sarebbe, per me, un valore aggiunto, un corollario nobile cui non potrei rinunciare. In nome delle persone che mi hanno scelto per quel tipo di servizio. Dovremmo, probabilmente, cominciare a parlarne.