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ponti non muri

ponti non muri. la rivista di luglio 2010

ponti non muri. la rivista di luglio 2010 - il sito di Giampaolo Cassitta
In allegato trovate la rivista ponti non muri dove vi è anche il racconto FARIK l'aviatore. Buona lettura.
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Il progetto Ponti non muri diventa un CD - HumaniorA

Il progetto Ponti non muri diventa un CD - HumaniorA - il sito di Giampaolo Cassitta
E' uscito il CD degli Humaniora "ponti non muri". Ve lo segnalo per moltissimi motivi. Perchè è un bel cd, perchè ci sono dei bei testi (stiamo organizzando una pagina ponti non muri all'interno di questo sito) perchè aiutiamo i bambini orfani di Betelemme, perchè Humaniora è un bel progetto di parole, musica, suoni, silenzi, intensità. Perchè io, personalmente ci collaboro da molti anni e sono diventato parte di questa splendida famiglia, perchè dentro il CD c'è anche il testo di una mia canzone Marta, tratta da un racconto del libro "supercarcere asinara", perchè la musica fa parte della vita e perchè acquistando questo CD tutto il ricavato sarà devoluto per la causa "ponti non muri". Il cd è attualmente in vendita a Sassari presso la libreria Koinè e la libreria Max88.

La pubblicazione di questo CD si colloca all'interno del progetto "Ponti non muri" di HumaniorA finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna. Il progetto nasce nell'ottobre del 2006 con la finalità di creare un ponte tra culture diverse attraverso il linguaggio universale della canzone; prosegue con la volontà di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle condizioni di vita dell'infanzia nelle zone di guerra e si concretizza con raccolte fondi e con il desiderio di offrire ai bambini bisognosi momenti ludico-formativi mirati al benessere psico-fisico. Il progetto si è occupato da subito dell'orfanotrofio La Creche di Betlemme. Si è provveduto all'allestimento presso la Creche del laboratorio musicale "Launeddas" (dedicato alla memoria della cara amica Rosa Anna Alabiso), guidato da un maestro di musica palestinese, e all'acquisto di strumenti e attrezzature varie. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, HumaniorA organizza concerti a tema, il cui ricavato viene interamente devoluto all'orfanotrofio e viene utilizzato per l'acquisto di medicine, cibo, vestiarioe cure mediche. In tali occasioni si distribuiscono depliant che illustrano il lavoro svolto da La Creche e vengono esposti oggett dell'artigianato palestinese in legno d'ulivo e madreperla. Il progetto si è anche occupato dell'Hogar de chicos "San Roque" nel Cahco, in Argentina, HumaniorA ha pubblicato il libro fotografico "Bridges not walls" che viene venduto ad offerta. Anche il ricavato della vendita del Cd "ponti non muri" andrà ad aiutare i bambini de La Creche di Betlemme.

Il progetto Ponti non muri: le parole.

Il progetto Ponti non muri: le parole. - il sito di Giampaolo Cassitta

Intermezzo 1 (per fuiffinuddi)


Cara mamma,
tu non sai chi io in realtà sia, ma sono qui. Perlomeno credo di esserci. In questo luogo con poca luce e con molto vento.Sono una piccola briciola dentro la memoria di molti. Troppo piccola per essere vera.Insomma, ancora non ci sono. Ma ci sarò. Io non voglio giochi immensi e luminosi ma solo piccoli sorrisi. Non voglio quaderni e colori e penne e compassi precisissimi Ma un gessetto e una lavagna su cui scrivere e cancellare Scrivere e cancellare Per poi riscrivere.Non voglio grandi feste al mio compleanno Ma un abbraccio da ognuno dei miei invitati.
Cara mamma, tu non sai come sarò e di che colore avrò gli occhi e i capelli e quale sarà il colore della mia pelle. Ma una cosa è certa. Avrò un cuore. Rosso. Identico a tutti i cuori degli uomini di questo mondo. E lo vorrò usare.La tua piccola briciola che arriverà.


 


Intermezzo 2 Per deserto di pietra.


Caro figlio,
c
he sei dentro una storia un po' complicata. Perché;; la guerra è sempre molto complicata. Come la pace. Quella poi, sembra un prodotto che non si vende più da quelle parti. Mi hai scritto che sei dentro un deserto, con in mezzo bambini ai quali vorresti colorare gli occhi. Che non hanno niente. E che arrivano vicino al check point per salutarti. Ogni giorno. E tu, con altri ragazzi, di tanto in tanto, gli regalate una caramella o una biro. Mi dici che loro vivono ormai dentro la certezza che voi ci siete sempre stati e sempre ci sarete. Per loro il chek point è come i giardinetti per i nostri bambini. Una cosa maledettamente normale. Caro amore mio, prova ad immaginare la disperazione di una madre che non può spiegare al proprio figlio che gli altri bambini della loro età, quelli che vivono in occidente, hanno diversi giochi e il check point, /per quei bambini / è solo un videogioco. Prova ad immaginare la disperazione di quella madre avvolta in una kefiah, dentro un deserto di pietra. Magari usa il velo per non raccontare le lacrime a suo figlio e, probabilmente, anche a noi.


 


Intermezzo 3 Searching the clown's smile


Carissimi studenti,
oggi parliamo di colori. Di come si possono mischiare e di come si possano costruire le sensazioni. E' un po' difficile. Lo so. E' come disegnare un sorriso. Che colore ha il sorriso di un bambino? Facile. E' giallo come il grano e azzurro come un velo trasparente. E quello di un padre? Complicato come il color mattone. E quello di una madre? Usate sempre dei colori pastello, anche quando, a volte, i sorrisi delle madri rischiano di spegnersi. Che colore ha il sorriso di chi vende armi, costruisce guerre, dissemina le mine dove i bambini, giocando, - perché;; i bambini giocano, - perdono una gamba e il sorriso color grano? Che sorriso possono avere i politici che dimenticano che colore ha il cielo e le stelle e il prato e il mare e la gente? Semplice: un sorriso senza sussulti. Piatto. Il sorriso più bello è quello che nasce da uno sguardo, alzando gli occhi al cielo e dipingendo tutto con semplicità. Ecco perché;;, quando diventerete grandi, dentro un foglio bianco, disegnate una bella faccia tonda, prendete il rosso fuoco, quello forte, per colorare le labbra e il nasone a forma di un pomodoro ,mentre e il giallo usatelo per la cravatta aggiungendoci dei bei puntini blu. Provate, dentro la vostra vita, a disegnare un clown. Cominciate la giornata pensando alla sua bocca rossa enorme e al naso grande grande e la cravatta con i pallini. Un clown non può permettersi di piangere e, soprattutto, è l'unico che può sognare.


 


Intermezzo 4  Nte quesc-te che'gianche

Cara sorella,
ho deciso di svuotare i cassetti delle tue cose ora che sei partita. Oltre alle foto, a qualche maglietta che magari oggi, riverendola, sarebbe ridicola per entrambi, ho trovato la vecchia trottola quella per cui litigavamo dentro l'andito. Babbo si arrabbiava. Ricordi? Era di legno. Adesso è un po' scolorita e tende al rosa smorto. Un po' come la nostra infanzia dentro la nostra casa. E' bello sorridere delle cose ormai passate. E' bello dipingere le storie e trovare attimi per stare insieme. Anche quando si è lontani. Tu adesso, lavori per Emé;;rgency in Afganisthan. Corri come una trottola per salvare uomini e io faccio girare la mia vecchia trottolina e spingo il ferro forte forte per far battere i nostri cuori e sentirli un po' vicino. La trottola gira dentro la mia casa bianca e non si ferma, come il battito del cuore di un ferito che stai riportando alla vita. E' bello poter pensare che ci sono angeli vestiti da sorelle o da fratelli o amici o sconosciuti che, con la stessa semplicità di un bambino impegnato a fare girare vorticosamente la sua trottola , con la stessa semplicità, ricostruiscono la vita.


INTERMEZZO 5 medley di Fabrizio De André;
 

Caro Fabrizio,
mica possiamo fare che noi cantiamo due cose e poi diciamo che in fondo, è sempre un tributo a chi le storie le sa raccontare. A chi disegnava Bocca di Rosa e i carruggi e via del Campo e Dolcenera. Storie forti ma anche dolci. In anticipo con il nostro stupore.Possiamo però pensare di non perderci come ha fatto Andrea o pensare che la fragilità ha un'anima e che dentro ci sei tu. Mica possiamo fare che noi cantiamo due cose e poi diciamo che in fondo, sei un grande cantautore o una grande poeta. Ma una cosa la ricordiamo dentro quei dolci campi di grano: che la guerra è una cosa sporca e non serve sparare per primi per sopravvivere. Con la guerra si perde sempre. Mica possiamo fare che noi cantiamo due cose e poi diciamo che in fondo era il gusto di ricordarci e di ricordare. Le cantiamo, caro Faber, perché;; i pensieri non si logorano e non ammuffiscono se sono dolci e forti come i tuoi.


INTERMEZZO 6  Un'altra guerra


Caro babbo natale,
un ragazzo del check point mi ha detto di scriverti, anche se sono musulmano perché;; comunque sono un bambino e quindi possiamo andare oltre. Il mio amico soldato mi ha anche detto che posso chiederti alcuni giocattoli o cose per bambini. Sono molto contento che posso rivolgermi a qualcuno per ottenere qualcosa. Qui, infatti anche se chiediamo non otteneniamo mai niente. Ho pensato tutta la notte al regalo che potevi farmi. Ho pensato per esempio al pallone. Noi qui tifiamo Italia e magari, insieme al pallone ci mandavi anche la maglie di Del Piero o di Roberto baggio. Oppure una macchinetta rossa con il cappellino di Schumacher o una bambola per mia sorella. Poi, guardandomi allo specchio mi sono detto: come posso tirare calci ad un pallone o rincorrere una macchina rossa? Allora, caro babbo natale, regalami una gamba di plastica. Quella sinistra. Sono rimasto senza  per colpa di una bomba, pare di fabbricazione italiana. Ma non mi lamento. Il dottore mi ha detto che posso ancora giocare al calcio. Non sono mancino.


 


INTERMEZZO 7 il principe d'oro


Carissimo principe,
mi piacerebbe, un giorno poter giocare con te dentro il tuo castello e visitare il parco con i grandi fiumi e i pappagalli colorati. Mi piacerebbe poter cavalcare dentro le colline e ridere spensierato. Tuo padre, mi dicono, è sempre in guerra con qualcuno, perché;; vuole conquistare nuovi mondi. Caro principe la guerra è una cosa noiosa e non serve se non ai grandi. Tu dici che da grande andrai a combattere e conquistare altri mondi. Ti chiedo soltanto una cosa: perché;; non ci accontentiamo dei mondi che abbiamo? Perché;; non provi, almeno per un giorno, a non barattare l'anima? Lascia che quello che hai possa bastarti e dividilo con gli altri bambini.
Mia madre, per esempio, quando mi abbraccia, la notte, mi dice sempre: Sei la mia principessa. Questo è il mio mondo.
Caro il mio principe d'oro, perché;; non ti fai abbracciare, almeno per un momento?


 


INTERMEZZO 8 Nina
 

Cara maestra,
son diventata grande, ma ricordo molto di te e dei tuoi sorrisi. D'altronde dopo l'abbraccio forte di una madre viene sempre quello di una maestra e il tuo è stato sempre molto morbido e presente.
Ho sempre pensato che la vita doveva essere leggera e gioiosa. Lo insegnavi tu a camminare con passo lieve e silente, ad ascoltare tutti i rumori, a sentire tutte le cose che ci caracollavano intorno, ad essere piccoli e attenti osservatori.
Così, avremmo imparato a sorridere anche dentro le difficoltà.
Ho sempre pensato di voler diventare una ballerina di quelle che hanno le gambe lunghe lunghe e con gli occhi toccano il cielo.
Oggi che ho scelto di fare la maestra e guardo la mia piccola classe di pesti gioiose che abbraccio ogni giorno e ogni giorno è diverso e ascolto le urla che rincorrono un pallone / mi dico che il mestiere di maestra è un po' come quello della ballerina: danziamo con la leggerezza e il sorriso degli occhi dei bambini. Grazie dei suoi balli colorati e forti , signora maestra


 


INTERMEZZO 9 La ninnia di giaiu


 


Cara nipotina ,
ormai sono molto stanco e ho la pesantezza dei ricordi che non riesce più a farmi sognare. Anche se è importante poterlo e doverlo fare. Ho sempre lottato per la dignità. Di qualunque popolo e in qualunque momento. Ho sempre e ripetutamente urlato che ognuno deve essere figlio del proprio destino. Non è molto difficile capire. Anzi, è un concetto facilissimo. Vedi, il nostro tempo è molto breve e la nostra vita ha diversi colori. Abbiamo diritto a viverli tutti intensamente. Il tuo tempo è dolce e io l'ho già cavalcato. Vieni qui dentro le mie braccia a nasconderti mentre ti canto una piccola ninna nanna. Che ti serva per un viaggio dentro se stessi ed incontrare gli altri. Per tutti quelli che puoi incontrare sulla strada regala sempre una domanda e attendi la risposta: perché;; non proviamo a realizzare un sogno? Ninna nanna figlia mia dentro un mondo che non è nostro. Non maledire mai il tempo che ti è concesso e non invidiare chi nascerà domani. Contribuisci a costruire un mondo un po' più piccolo ma più vero.


 


INTERMEZZO10 Ponti non muri

.

 

 

Carissimi signori,
so che voi siete potenti e potete costruire il destino e il futuro del nostro popolo e di molti popoli. Qualcuno vi ha scritto, qualche anno fa, una canzone per cancellare il debito dei paese in via di sviluppo. Devo dire che non avete fatto molto per noi. O meglio, avete deciso di continuare a distruggere quel poco che avevamo. Vorrei, a questo punto chiedervi un piccolo favore. Mio figlio mi ha chiesto un regalo e io, sinceramente, non ho i soldi per poterlo accontentare. Vi prego pertanto di considerare questa mia richiesta come un piccolo prestito che mio figlio, quando sarà grande, vi restituirà. Lui, da grande, vorrebbe fare l'ingegnere, costruire case, grattacieli, negozi, come le città che vede nelle vostre televisioni. Vi chiedo di regalargli un pacco di costruzioni. E', per voi un piccolo investimento. Ho deciso, infatti, di insegnargli, mattoncino dopo mattoncino, a costruire un ponte. Anzi, se posso, vi chiedo di regalare un pacco di costruzioni a tutti i bambini di Betlemme, affinché;; tutti, ma proprio tutti, mattoncino dopo mattoncino, costruiscano un grande ponte rosso e giallo e blu, una grande costruzione che unisca le nostre anime con le vostre.
Carissimi signori ho sempre sognato un ponte fatto di mattoncini e ho imparato, da piccolo , a scrutare con diffidenza chi aveva voglia, anche con le costruzioni, mattoncino dopo mattoncino di costruire i muri. Perché;; i muri, non sono fatti per i deboli: i bambini e gli anziani non li possono scavalcare e il nostro è un mondo fatto di bambini, di adulti e di tanti nonni.
Carissimi signori, quando vedete un muro provate, con gli stessi mattoni, ad immaginare quanto sarebbe facile costruire un ponte, piccolo e colorato che ci restituisca un abbraccio. Sono anche convinto che vi resterà anche qualche mattoncino. Bene, quello serve per giocare e, se ce lo permettete, per sognare.

 


 

 

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Asinara, il rumore del silenzio. 2001 -2008 - due edizioni - 1 edizione economica

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supercarcere Asinara. 2002 - 2005 - quattro edizioni - 1 edizione tascabile

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La zona grigia. Cronaca di un sequestro di persona avvenuto in Sardegna nel 1978. Uno sconcertante sequestro.

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Il libro più amato. Un delitto che accade a Roma lo stesso giorno dell'omicidio di Aldo Moro. E i ricordi cominciano a riffiorare. Un noir cupo dentro gli anni 70.

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raccolta di racconti con prefazione di Giampaolo Cassitta

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l'ultimo cd degli humaniora - ponti non muri - included MARTA - testo di Giampaolo Cassitta - musica Gianfranco Strinna

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