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MUS.A (museo Asinara)

L'Asinara, un tesoro come Alcatraz di Gianni Bazzoni - La nuova Sardegna

L'Asinara, un tesoro come Alcatraz di Gianni Bazzoni - La nuova Sardegna - il sito di Giampaolo Cassitta

L’Asinara, un tesoro come Alcatraz

 PORTO TORRES. Il rischio è quello di perdersi un pezzo importante della storia nazionale. Quella dolorosa del terrorismo rosso e nero, degli attentati e dei sequestri di persona, della mafia e del 41 bis, dei boss che - a distanza di tanto tempo - sono ancora sulla scena giudiziaria italiana. Tutto questo è l’Asinara: un carico di cultura e di ricordi che solo la costruzione di un museo può salvare.
 Sono passati circa quattordici anni da quando è stato istituito il Parco nazionale (un po’ anomalo, agganciato a quello del Gennargentu che è rimasto un parco a metà), e del museo carcerario se n’è giusto parlato timidamente qualche volta. Ma il progetto non è mai stato preso in seria considerazione, e dire che il ministero della Giustizia e l’amministrazione penitenziaria hanno a disposizione una quantità enorme di documenti che potrebbero essere accolti in una mostra negli ambienti del supercarcere di Fornelli. La visita - rispetto a ciò che avviene oggi - avrebbe ben altri significati, e i numeri che rimbalzano da realtà per certi versi simili - come Alcatraz, nella baia di San Francisco - sono emblematici. I turisti impazziscono per visitare il carcere di Al Capone dopo il tramonto: tutto prenotato fino al 28 agosto per le passeggiate nel famigerato penitenziario risorto come meta turistica che vale 40milioni di dollari l’anno. Quasi due milioni di persone ogni anno prendono il battello, pagano 26 dollari di giorno e 33 la sera, per il gusto di entrare in un penitenziario dove la leggenda vuole che nessuno sia mai scappato. All’Asinara, invece, c’è anche chi - come Matteo Boe di Lula - è riuscito ad andarsene. Insomma ce l’ha fatta a beffare i controlli, e questo aggiunge un fascino in più.
 Giampaolo Cassitta, funzionario del ministero della Giustizia, per lunghi anni in servizio all’Asinara, scrittore (alcuni suoi libri riguardano proprio l’isola-carcere), ci crede fermamente nel museo carcerario. E allo stesso tempo non riesce a farsi una ragione del perchè il progetto non sia mai decollato.
 «Avevo dato la mia disponibilità a costruire il museo - racconta Giampaolo Cassitta - a portarci la storia e l’anima, a riempirlo di passione. Però non ho mai ricevuto risposte».
 Non c’è polemica nelle parole di Cassitta, forse solo la preoccupazione che con il passare degli anni «la storia comincia a scolorirsi. Non riusciamo a difendere le nostre cose e a presentarle agli altri - dice -. E chi non riesce a raccontare il passato non può costruire nessun futuro».
 Quando l’Asinara è stata chiusa, i documenti sono stati trasferiti nel carcere di Alghero (nominato «ufficio stralcio»). Giampaolo Cassitta anticipa che c’è già una attività avviata per una iniziativa battezzata «Astracas» (Asinara, Tramariglio, Castiadas: tre colonie penali ricche di storie umane) con il recupero dei documenti che potrebbero essere consegnati all’Archivio di Stato per essere esposti nel museo dell’Asinara. Due studenti universitari prossimi alla laurea hanno lavorato alla realizzazione di un archivio che, per il 10 per cento, è già disponibile: «Si potrebbe cominciare subito - afferma Cassitta - sistemando delle teche e rendendo visibili dei materiali straordinari». C’è, per esempio la lettera di un detenuto che, negli anni ’40, scrive al suo avvocato Giancarlo Pajetta e lo chiama Grande compagno.
 Alcuni passi avanti sono stati fatti nella direzione del museo che verrà: «Siamo in contatto con la Regione - racconta Cassitta - per ottenere degli scanner e consentire ai detenuti di lavorare e, allo stesso tempo, di dematerializzare i documenti per l’archivio storico. Tutto dovrebbe poi finire in un Dvd».
 Certo l’Asinara ha un fascino superiore a tutte le altre realtà, anche fuori dalla Sardegna. «Ho molti ricordi - sottolinea Cassitta (che fin da bambino coltiva l’amore per le raccolte: dalle figurine Panini a Tex Willer, dal mitico Cico di Zagor agli Lp di De Gregori e Deep Purple) -, raccogliere è dimostrare di esistere, abbracciare i propri totem, debellare i tabù. Raccogliere significa aver seminato, arato e atteso. Se non ci fosse chi ha raccolto e seminato, oggi vivremmo in un mondo in bianco e nero».
 Giampaolo Cassitta se li tiene stretti i ricordi. «Sì, ho anche foto, racconti che non ho scritto, documenti che potrebbero costituire un pezzo del museo. E conosco altre persone che sarebbero d’aiuto. Il museo criminologico di Roma, per esempio, sarebbe ben disposto ad aiutare il Parco nazionale dell’Asinara, a ripristinare un piccolo angolo di storia dentro un’isola visitata essenzialmente da persone curiose che vogliono sapere, conoscere non dove si annida la centaurea horrida (pianta decisamente e sicuramente importante): vogliono soprattutto sapere di Totò Riina, di Raffaele Cutolo e Matteo Boe, dei brigatisti e della rivolta di Fornelli, dei cattivi e dei buoni, dell’asino Bobò e dove è sepolta la piccola Marta. Ecco, credo che il museo possa avere occhi per tutti. E raccontare le storie».
 Al museo criminologico di Roma c’è la valigia della spia del 1800, ma anche i guanti e le tute utilizzate dai terroristi per il sequestro di Aldo Moro. All’Asinara - tanto per dirne una - si potrebbe ricostruire (anche in 3D) la “cella 23” di Fornelli, quella dalla quale partì la scintilla della rivolta dei brigatisti del 1979 contro lo Stato. Forse serve una forza centrifuga con Comune di Porto Torres, Regione e Parco nazionale dell’Asinara per dare gambe al progetto. Per creare i percorsi della memoria che la gente vuole vivere, oggi più di ieri. E in questa impresa, può essere d’aiuto proprio l’esperienza di Alcatraz: perchè i turisti fanno la fila per finire dietro le sbarre al calare della notte? Paolo Mastrolilli, l’altro giorno ha scritto, “forse perchè Alcatraz non perde mai di attualità”. È così, e anche l’Alcatraz-sarda è sempre attuale.

la costruzione di un museo

la costruzione di un museo - il sito di Giampaolo Cassitta

Tutto è cominciato con questa una nota apparsa su Facebook e, successivamente sul sito (la trovate sul blog con molte vostre interessanti opinioni www.giampaolocassitta.it/1/blog_509629.html) .  Poi una telefonata con Gianni Bazzoni, giornalista della Nuova Sardegna, profondo conoscitore dell'isola Asinara, e il risultato è stato la pubblicazione di una pagina intera del quotidiano sassarese al lancio del museo e domenica  24 luglio 2011 ha pubblicato un articolo molto interessante e suggestivo.  che troverete all'interno di questa pagina.
Su fb moltissimi contatti chiedono a gran voce la costruzione di un museo che sembra "la costruzione di una cattedrale" ma è chiaro che, ormai, questo  è il nostro obiettivo e abbiamo messo in atto, per raggiungerlo, diverse strategie. E, in attesa che le cose si perfezionino, che i tavoli di discussione si concretizzino, comincio con il costruire una nuova pagina sul mio sito e provare a costruire un museo VIRTUALE. Cominciamo a raccogliere vecchie foto, o comunque foto interessanti,le vostre storie,  quelle di chi ci ha vissuto, chiedete ai vostri amici, è importante che tutti concorrano alla costruzione della cattedrale  e proviamo inizialmente e in attesa dell'apertura del museo sull'isola Asinara (mission possibile)  a catalogarle all'interno di questa pagina che, nei prossimi giorni si arricchiarà di storie e di immagini. Ho pensato che un museo del genere si potesse chiamare semplicemente MUS.A. (museo Asinara) ma sono pronto a cambiare idea.

Certo è che quest'isola è una bellissima musa adagiata in un silenzio etereo. Le mancava la memoria. Vorremmo ricostruirla. Attendo suggerimenti e contributi. Ci conto.
Giampaolo Cassitta  

Intervista a Marina Rita Massidda

Intervista a Marina Rita MAssidda sul libro di foto di Guglielmo Massidda che riguardano la storia dell'Asinara.

Vecchie foto e antichi ricordi. Di Marina Rita Massidda

Vecchie foto e antichi ricordi. Di Marina Rita Massidda - il sito di Giampaolo Cassitta
Queste foto mi hanno accompagnata per tutta la vita...i miei nonni paterni Guglielmo e Ida le custodivano gelosamente come reliquie in una preziosa scatola. Nelle brutte giornate invernali quando da Punta Scorno si andava a Cala D’Oliva chiedevo di vederle e ogni volta queste immagini stimolavano i racconti sulla vita dell’Isola...era come ascoltare una fiaba, come immedesimarsi nella gente dell’epoca cercando di cogliere quello che erano gli stati d’animo delle persone che avevano vissuto molto tempo prima di me e che vedevo raffigurate nelle foto con espressioni serene e rassicuranti. In questo libro ho voluto raccogliere le più interessanti, non oso dire le più belle, e le più suggestive da proporre al lettore per conservare la memoria storica di un luogo cosi affascinante e particolare come l’Asinara. Ma anche, semplicemente, per fare un “viaggio” attraverso un’epoca trascorsa, dove, per molti anni, hanno vissuto persone che hanno amato questa terra con tutto il cuore!

Marina Rita Massidda

Ecco la prima forte esperienza dell'isola dell'Asinara raccontata (appena abbozzata) da chi veramente ci ha vissuto da bambina. LE foto sono state concesse da Marina Rita Massidda che ringraziamo e che sono il primo tassello del nostro museo virtuale. Il consiglio è anche quello di acquistare il libro:

Marina Rita Massidda

ASINARA - L'album di un "fotografo" del '900 residente nell'Isola
120 pagine in Bianco e Nero
Dimensione 20 x 20 cm
Autore: Guglielmo Massidda
Editore: Mare nostrum editrice srl
Anno pubblicazione: 2011
€ 16.00.
nota: 120 pag. e più di 100 foto
ISBN: 978 8864740010


 

Foto di Guglielmo Massidda

Foto di Guglielmo Massidda - il sito di Giampaolo Cassitta

libri pubblicati

libri pubblicati - il sito di Giampaolo Cassitta

libri pubblicati - il sito di Giampaolo Cassitta

supercarcere Asinara. 2002 - 2005 - quattro edizioni - 1 edizione tascabile

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La zona grigia. Cronaca di un sequestro di persona avvenuto in Sardegna nel 1978. Uno sconcertante sequestro.

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Il libro più amato. Un delitto che accade a Roma lo stesso giorno dell'omicidio di Aldo Moro. E i ricordi cominciano a riffiorare. Un noir cupo dentro gli anni 70.

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Una stagione afosa. La strage di Bologna. L'esplosione in volo del DC9 su Ustica. Il treno Italicus. L'amore tra un magistrato e una terrorista. La ricerca impossibile di una verità che ne racchiude altre mille. Un romanzo sul nostro recente passato e sul fosco presente. Ritorna Claudio Marceddu con nuove sconvolgenti verità

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