A proposito di piccole storie. Leggo sui quotidiani sardi che comincerà la nuova legislatura della Regione Autonoma della Sardegna e quasi tutti i partiti hanno deciso il loro capogruppo. C’è chi ha fatto delle scelte ovvie (il più votato, quello giunto alla seconda legislatura) chi si è unito per “fare” gruppo come nel caso della sinistra, rifondazione rossomori e chi, invece, per problemi logistici, per discussioni interne, per faide non chiuse, è ancora in sacrestia a decidere chi deve essere nominato il portavoce del gruppo. Chi sono costoro che, ormai da mesi, litigano come i famosi polli di Renzo? Sono i signori del partito democratico e, a dirla così verrebbe quasi da ridere. Invece, coloro i quali si erano candidati con Soru presidente alla guida della Regione Sardegna hanno ripreso - e in maniera disarmante – a darsele di santa ragione, a spaccare il cappello in quattro, a centellinare come spocchiosi democristiani le ragioni di uno e quelle dell’altro. Le ragioni di cosa? Della più sonora sconfitta capitata negli ultimi trent’anni? Della pochezza intellettuale dimostrata? Ditemi perché vi state squartando. In nome di che cosa? Del popolo? Il popolo, quello vero, si è allontanato da voi e dai vostri litigi, dalla vostra triste retorica, dal vostro essere con voi e contro di voi, da quel peso specifico inesistente che rappresentate. Ecco le ragioni della sconfitta. Vanno ricercate nelle piccole scelte. Non ci sono poltrone di assessorato da dividere, né quelle di enti o di commissioni. Le poche sedie con qualche riflettore sono alla mercè di coloro che si battevano per la gente, per migliorare la nostra condizione. Durante la mia personale e splendida campagna elettorale (vado fiero dei miei trecento voti di altissima qualità) chiedevo a tutti un piccolo sforzo: donare il 5% del loro stipendio da destinare ad una fondazione che si occupasse degli orfani delle vittime cadute sul lavoro senza essere assicurate. Ecco, di questo avrei voluto che il Partito democratico si occupasse. La traversata nel deserto, dice qualcuno, è appena cominciata. Dissento totalmente. Questi signori, hanno sbagliato orientamento e non sono arrivati ancora a lambire la sabbia e le dune per compiere la giusta strada. Con questi signori, mi dispiace confermare e ripetere le parole del buon Nanni Moretti, non vinceremo mai.